Guardie della rivoluzione iraniana al seguito del feretro di Soleimani all'aeroporto di Ahvaz (keystone)

Minacce incrociate fra USA e Iran

Sempre elevata la tensione fra i due Paesi dopo la morte di Soleimani. Le spoglie del generale sono intanto arrivate in Iran

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Una vendetta tale da mettere "fine alla presenza degli Stati Uniti" nella regione. A prometterla è il capo delle Guardie della rivoluzione iraniana Hossein Salami, citato dall'agenzia di stampa Fars. Più esplicita la minaccia del generale Gholamali Abuhamzeh, il quale ha evocato la possibilità di attacchi nello stretto di Hormuz, attraverso il quale transita quasi il 20% dei flussi petroliferi mondiali via mare.

Dichiarazioni che evidenziano una volta di più lo stato di elevata tensione che persiste dopo l'uccisione in un raid aereo, nella notte fra giovedì e venerdì, di Qassem Soleimani.

Per parte sua Donald Trump sottolinea che, se l'Iran colpirà suoi connazionali o interessi statunitensi, la risposta sarà molto dura. Washington ha già individuato 52 siti iraniani che potranno essere attaccati molto rapidamente, si legge in un suo tweet. E il numero 52, sottolinea il capo della Casa Bianca, corrisponde "agli ostaggi americani presi dall'Iran" nel 1979 dopo l'occupazione dell'ambasciata a Teheran.

Le spoglie di Soleimani sono intanto rientrate in Iran e più precisamente nella località di Ahvaz, dove è in corso una prima processione funebre in memoria del generale ucciso. Altre cerimonie sono in programma per domani, lunedì, a Teheran e nella città di Qom. Soleimani sarà quindi sepolto martedì pomeriggio a Kerman, la sua città natale, secondo le sue volontà.

Red.MM/ARi

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