Il segretario generale dell'OCSE. Mathias Cormann (archivio reuters)

Minimum tax, 130 paesi d'accordo

Intesa sulla tassazione delle multinazionali: imposta sugli utili di almeno il 15%. Irlanda e Ungheria, tuttavia, non sottoscrivono l'intesa

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Sono 130 i paesi, fra i quali anche la Svizzera, che sono giunti ad un accordo per una riforma della tassazione delle multinazionali. L'intesa in questione verte segnatamente sull'introduzione di un'imposta minima sugli utili "di almeno il 15%", ha reso noto giovedì l'Organizzazione per la cooperazione e lo sviluppo economico (OCSE).

Un piccolo gruppo di Stati, fra i quali segnatamente l'Irlanda e l'Ungheria, non hanno tuttavia sottoscritto la dichiarazione concordata in questo senso.

Tale dichiarazione, che si basa sull'intesa in materia già raggiunta al G7 a inizio giugno, prevede anche di ripartire gli utili in maniera "più equa", fra gli Stati dove hanno sede le imprese e quelli nei quali realizzano effettivamente le loro attività.

"Dopo anni di lavori e intense trattative, questo pacchetto di misure storiche garantirà che le grandi imprese multinazionali paghino la loro giusta parte di imposte ovunque nel mondo", ha dichiarato il segretario generale dell'OCSE Mathias Cormann.

Per parte sua la Confederazione ha aderito all'accordo, ma mantenendo riserve e ponendo proprie condizioni, come indica in una nota il Dipartimento federale delle finanze (DFF). Gli interessi dei piccoli paesi innovatori devono essere esplicitamente considerati nella formulazione finale delle regole, si legge nel comunicato. Inoltre i paesi interessati dovranno applicare le nuove regole in modo uniforme e, per quanto concerne la minimum tax, la soluzione adottata dovrà risultare equilibrata sul piano del tasso d'imposizione e della base imponibile.

Red.MM/ARi

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