Ad annunciare la decisione di Mosca è stato oggi il ministro della difesa Sergei Shoigu
Ad annunciare la decisione di Mosca è stato oggi il ministro della difesa Sergei Shoigu (archivio keystone)

Nuove basi russe in risposta alla NATO

Il Cremlino reagisce all'atteso allargamento dell'alleanza - Mosca sostiene di aver quasi completato la conquista di Lugansk - Kiev ha ordinato ai difensori dell'Azovstal di smettere di difendersi

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La Russia creerà 12 nuove basi militari, nell'ovest del suo territorio. È la risposta del Cremlino all'allargamento della NATO che si prospetta dopo le richieste d'adesione all'alleanza di Finlandia e Svezia.

Ad annunciarla è stato venerdì il ministro della difesa russo Sergei Shoigu, secondo cui, a causa della NATO e degli Stati Uniti, si registrerebbe un aumento delle minacce militari vicino ai confini occidentali della Federazione. In questo senso Shoigu ha citato in particolare le esercitazioni della NATO "Defender Europe", che sono in corso a ovest e a sud-ovest della Russia, così come nell'Artico. Lo stesso ministro ha quindi elencato fra le minacce anche le istanze d'integrazione nella NATO presentate da Finlandia e Svezia.

Stop al gas per la Finlandia

Nei confronti della Finlandia Mosca ha intanto deciso di ricorrere all'arma del gas: le forniture dalla Russia saranno infatti interrotta da domani mattina, ha annunciato la compagnia energetica finnica Gasum, dopo esser stata informata della decisione. Questa è stata definita "deplorevole" da Mika Wilijanen, direttore generale della società, secondo cui gli utenti continueranno però a essere serviti "da altre fonti, attraverso il gasdotto Baltic Connector" che collega le reti del gas estoni e finlandesi.

Circa invece gli sviluppi della guerra in Ucraina, la Russia sostiene di aver praticamente ultimato la conquista della regione contesa di Lugansk, nell'est del Paese. "La liberazione della repubblica popolare di Lugansk è quasi completa", ha sempre dichiarato stamani Shoigu. Proprio prima dell'inizio dell'offensiva in Ucraina, Mosca aveva riconosciuto l'indipendenza di questa regione separatista e di quella di Donetsk, che dal 2014 sono in parte controllate da filorussi.

RG 12.30 del 20.05.22 - La corrispondenza di Luca Steinmann dalla regione di Lugansk
RG 12.30 del 20.05.22 - La corrispondenza di Luca Steinmann dalla regione di Lugansk
 

La Russia procede nella sua avanzata nel Donbass e sta concentrando nella regione numerosi effettivi provenienti soprattutto da quei territori dell'Ucraina, come in particolare Kharkiv, da cui si sta invece ritirando. Sembra quindi imminente la resa definitiva degli ultimi resistenti a Mariupol, la città strategica nel sud del Paese presa d'assedio dalle forze russe.

Kiev ordina agli ultimi difensori dell'Azovstal di smettere di combattere

I difensori ancora presenti nel complesso dell'acciaieria Azovstal avrebbero infatti ricevuto da Kiev l'ordine di cessare i combattimenti: "Il comando superiore ha dato l'ordine di salvare la vita dei soldati della nostra guarnigione e di smettere di difendere la città", ha dichiarato in un videomessaggio uno dei comandanti, ancora nell'acciaieria, del battaglione Azov. Stando ai vertici militari russi, da lunedì, dopo l'evacuazione dei civili dal complesso siderurgico, si sono arresi poco meno di 2'000 soldati ucraini.

Intanto il Parlamento russo ha dichiarato che prenderà in esame un disegno di legge volto a consentire ai russi con più di 40 anni, e agli stranieri con più di 30, di arruolarsi nell'esercito. Attualmente possono firmare un accordo di ferma solo i russi con età compresa fra i 18 e i 40 anni, e gli stranieri tra i 18 e i 30 anni. La decisione del Parlamento sembra suffragare l'idea per cui la Russia, che nel corso dell'invasione ha subito severe perdite di effettivi e materiali, ha ormai un urgente bisogno di rinforzi da destinare al fronte.

Red.MM/ARi
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