L'incontro tra il vice premier Di Maio (quarto da destra) e alcuni responsabili dei gilet gialli (Ansa)

Parigi e Roma ai ferri corti

La Francia richiama il suo ambasciatore dopo l'incontro fra Di Maio e i gilet gialli: "Situazione senza precedenti dalla fine della guerra"

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La Francia ha richiamato il suo ambasciatore in Italia di fronte a "una situazione che "non ha precedenti dalla fine della guerra (mondiale n.d.r)". Lo ha reso noto giovedì la portavoce del ministero degl esteri, deplorando "accuse ripetute", "attacchi infondati", "dichiarazioni oltranziste".

"Le ultime ingerenze costituiscono un'ulteriore provocazione inaccettabile. Violano il rispetto dovuto a una scelta democratica, fatta da un popolo amico e alleato. Violano il rispetto che i Governi democraticamente e liberamente eletti si devono l'un l'altro", sottolinea in un comunicato Agnès Von Der Mühll.

Il Quai d'Orsay aveva già denunciato mercoledì scorso una "provocazione inaccettabile" dopo la riunione avvenuta il giorno prima tra il vicepremier italiano e leader politico del Movimento 5 Stelle (populista e anti-UE), Luigi Di Maio, e alcuni rappresentanti  dei "gilet gialli" in Francia. "La campagna per le elezioni europee non può giustificare la mancanza di rispetto per un popolo o per la sua democrazia". "Tutti questi atti creano una situazione seria, che solleva interrogativi circa le intenzioni del Governo italiano in merito alle sue relazioni con la Francia".

Non è la prima volta che il vicepremier italiano, con le sue dichiarazioni, scatena polemiche con Parigi. Il mese scorso Di Maio aveva accusato la Francia di impoverire le sue ex colonie africane “senza le quali sarebbe la quindicesima forza economica mondiale anziché ai vertici”. In quell'occasione la Francia aveva convocato l’ambasciatrice italiana a Parigi per chiarimenti.

Il ministro italiano si era espresso in merito alla problematica dei migranti africani che attraversano il Mediterraneo e i suoi pericoli con la speranza di una vita migliore in Europa, e aveva rincarato la dose, dicendo che vi sono: "decine di Stati in Africa per i quali la Francia stampa una propria moneta, il franco coloniale, e con quella si finanzia il debito pubblico francese. Macron prima ci fa la morale e poi continua a finanziare il debito pubblico con i soldi con cui sfrutta le nazioni africane".

Reuters/AFP/ANSA/M. Ang.

 

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