Polizia antisommossa bersagliata dai manifestanti
Polizia antisommossa bersagliata dai manifestanti (reuters)

Proteste in Cina, scontri a Guangzhou

Proseguono le contestazioni contro le restrizioni sanitarie imposte da Pechino contro la pandemia di Covid-19

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Scontri con la polizia sono scoppiati nella notte fra martedì e mercoledì a Guangzhou (Canton), grande città portuale del sud della Cina. Stando a testimoni e video diffusi sui social media, manifestanti sono tornati a contestare la politica molto restrittiva adottata da Pechino per contrastare la pandemia di Covid-19 da quasi tre anni a questa parte, una strategia caratterizzata da lunghi confinamenti, anche di milioni di persone, nelle zone in cui si diffonde il contagio.

 

È il caso da fine ottobre nel distretto cantonese di Haizhu (quasi due milioni di abitanti), dove ora le immagini pubblicate mostrano barriere rovesciate e poliziotti in tenuta antisommossa bersagliati con bottiglie vuote e altri oggetti.

Le contestazioni - di un'ampiezza inedita da quelle per la democrazia nel 1989 - si sono diffuse nel fine settimana. La miccia è stata un incendio che ha causato dieci morti a Urumqi, nello Xinjiang. I soccorsi sarebbero stati rallentati proprio dalle restrizioni sanitarie, versione smentita dalle autorità. Pechino ha finora represso le manifestazioni e la censura cinese si è affrettata a cancellarne ogni traccia anche dalla rete.

Allentate le misure anti-Covid, "iPhone City" torna alla normale produzione

Segnali di allentamento delle misure anti-Covid sono giunti durante la giornata di mercoledì da Guangzhou, il capoluogo del ricco Guangdong. I distretti di Panyu, Liwan, Tianhe, Conghua e Huadu hanno revocato le aree di controllo della pandemia. In quello di Haizhu, il più colpito dai focolai del virus, gli amministratori locali hanno fatto sapere che ora i "contatti stretti qualificati" possono essere messi in quarantena domiciliare.

La normalità sta tornando anche nella Zhengzhou Airport Economy Zone, la grande area della provincia di Henan dove si trova anche la cosiddetta "iPhone City", la fabbrica della multinazionale taiwanese Foxconn che assembla gli smartphone della Apple. Le autorità hanno fatto sapere che dal 1° dicembre "entrerà nella fase di regolare prevenzione e controllo della pandemia del Covid-19". Nell'area, specificano, "riprenderà la normale produzione e la vita in modo ordinato poiché le dinamiche della situazione epidemica in tutta la regione sono tornate sotto controllo".

AFP/pon
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