Le segrete sale di riunione dell’Hotel Intercontinental tornano al centro del mondo. Nel primo pomeriggio, sono sbarcati i negoziatori di Ucraina e Russia con il duo di mediatori americani. La vigilia dei negoziati intanto non è stata delle più pacifiche. Donald Trump dall’Air Force One ha accusato il presidente Ucraino di ostacolare l’intesa. Zelenski ha invece replicato che Washington esercita più pressioni su Kiev che su Mosca mentre l’aggressione russa continua.
A Ginevra al tavolo dei negoziati è presente Ignazio Cassis a dare importanza al ruolo della Svizzera. Sul tavolo c’è però anche il cuore del conflitto: i territori occupati nel Donbass. Mosca chiede il pieno controllo delle regioni annesse e garanzie che l’Ucraina resti fuori dalla Nato. Kiev pretende un cessate il fuoco e rifiuta qualsiasi cessione forzata. Gli Stati Uniti spingono per fermare la guerra senza un coinvolgimento diretto.
La discussione a porte chiuse dovrebbe prolungarsi domani. Intanto però la Ginevra internazionale si gode il ritorno, sulle sue terre, della grande diplomazia mondiale. Dentro, la diplomazia cerca le parole per la pace. Fuori, contro la guerra, gli ucraini hanno alzato la voce

Il commento del nostro collaboratore da Kiev
Telegiornale 17.02.2026, 20:00

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