Martedì, in una dichiarazione congiunta all’ONU di New York, 85 Stati hanno condannato con fermezza l’adozione da parte di Israele di nuove misure volte ad “estendere la sua presenza illegale” nella Cisgiordania occupata. Si oppongono a qualsiasi forma di annessione del territorio palestinese.
Una settimana dopo aver approvato un testo che facilita l’acquisto di terreni da parte dei coloni, domenica il governo israeliano ha deciso di accelerare il processo di registrazione catastale in Cisgiordania, occupata da Israele dal 1967.
“Condanniamo fermamente le decisioni e le misure unilaterali di Israele volte ad estendere la presenza illegale di Israele in Cisgiordania. Tali decisioni sono contrarie agli obblighi di Israele ai sensi del diritto internazionale e devono essere immediatamente revocate“, hanno dichiarato all’ONU questi 85 Stati, tra cui Francia, Italia, Regno Unito, Germania, Spagna, Cina, Arabia Saudita, Canada, Giappone e Russia, nonché diverse organizzazioni come l’Unione Europea e la Lega Araba. Questi Paesi hanno inoltre ribadito la loro ”ferma opposizione a qualsiasi forma di annessione”.
“Ribadiamo il nostro rifiuto di tutte le misure volte a modificare la composizione demografica, la natura e lo status del territorio palestinese occupato dal 1967, compresa Gerusalemme Est. Tali misure violano il diritto internazionale, compromettono gli sforzi compiuti a favore della pace e della stabilità nella regione [...] e mettono a repentaglio la prospettiva di un accordo di pace che ponga fine al conflitto”, hanno inoltre dichiarato.
L’ONU, diversi Paesi arabi e l’UE avevano già denunciato lunedì l’adozione da parte del governo israeliano guidato da Benjamin Netanyahu di queste nuove misure fondiarie che rafforzano il suo controllo sulla Cisgiordania occupata.

Censimento israeliano in Cisgiordania
Telegiornale 16.02.2026, 20:00







