Il presidente russo Vladimir Putin (keystone)

Putin: "Pene più dure per chi si arrende"

Il presidente russo firma una nuova legge: fino a 10 anni di prigione anche per chi diserta o non si presenta alla leva - Proteste contro la mobilitazione dei riservisti: oltre 700 arresti

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Giro di vite contro i soldati russi che si arrendono o disertano e contro chi non risponde alla chiamata alla leva. Il presidente russo Vladimir Putin ha firmato un pacchetto di emendamenti al codice penale relativo al servizio militare. La diserzione o la mancata comparizione alla leva è punita con la reclusione da cinque a dieci anni. Coloro che si arrendono volontariamente al nemico dovranno affrontare una pena detentiva fino a dieci anni. Inoltre, riporta la Tass, 15 anni di detenzione sono previsti per la diserzione durante la mobilitazione o la legge marziale.

Putin ha anche firmato una legge che facilita l'accesso alla nazionalità russa per i cittadini stranieri che servono nell'esercito russo: prevede che stranieri arruolati nell'esercito possano richiedere la cittadinanza senza presentare un permesso di residenza, riferisce la Tass. Una procedura cui possono avere accesso stranieri che hanno sottoscritto un contratto con l'esercito russo da almeno un anno, si precisa.

Manifestazioni e arresti

Intanto oltre 700 persone sono state arrestate oggi (sabato) dalle autorità russe nelle manifestazioni di protesta contro la mobilitazione dei riservisti decretata questa settimana da Putin. Lo rende noto l'ong Odv-Info, secondo cui "già 707 persone sono state fermate in 32 città" in tutta la Russia, tra cui circa la metà a Mosca. Le autorità russe non intendono tollerare il 'no' urlato in piazza, dopo i 1400 arresti in tutto il Paese avvenuti già mercoledì, il giorno stesso dell'annuncio di Putin sulla mobilitazione.

Il discorso di Putin del 30 settembre

Intanto si attende di sentire, forse a breve, dalla viva voce di Putin la nuova linea della Russia, strategica e tattica, visto che una fonte parlamentare ha riferito a Ria Novosti che il presidente russo potrebbe parlare all'Assemblea federale il 30 settembre. Secondo alcune indicazioni di stampa inoltre, Putin potrebbe utilizzare quell'occasione per riconoscere l'annessione dei nuovi territori dopo i cosiddetti 'referendum' nelle zone occupate dell'Ucraina, in corso fino al 27 settembre, giudicati "una farsa" dalla comunità internazionale.

ATS/M. Ang.
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