Lo stretto di Kerch, tra Mar Nero e Mare di Azor (Keystone)

Russia: "È stata provocazione"

Secondo l'intelligence del Cremlino, le navi ucraine entrate nelle acque russe erano organizzate per creare un incidente diplomatico

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La tensione fra Ucraina e Russia, nonché per estensione tra Mosca e l'Occidente, è salita alle stelle a causa della "battaglia navale" nelle acque dello stretto di Kerch tra la guardia costiera russa e le navi della Marina militare ucraina.

 

La posizione del Cremlino

Secondo l'FSB, il servizio di sicurezza interno russo, le navi ucraine sono entrate nelle acque territoriali della Russia su esplicite istruzioni delle autorità di Kiev. Due agenti dell'SBU, i servizi di sicurezza ucraini, si sarebbero trovati a bordo per coordinare la provocazione. Il comandante russo Vladimir Lesovoy, come riportato dall'agenzia di stampa russa Tass, ha dichiarato che un militare ucraino, arrestato in seguito all'incidente, avrebbe confessato la natura "provocatoria" dell'incidente. "Le richieste radio (dalle guardie di frontiera russe) - avrebbe dichiarato l'arrestato - sono state deliberatamente ignorate, c'erano armi e mitragliatrici a bordo: ero consapevole che si trattava di azioni provocatorie". Il capo dell'SBU, Vassily Grizak, avrebbe poi confermato a Interfax che a bordo delle navi fermate dai russi c'erano "collaboratori del dipartimento di controspionaggio del servizio" e uno di loro, un ufficiale, sarebbe stato "gravemente ferito".

Il presidente russo Vladimir Putin ha parlato al telefono nella tarda serata di lunedì con la cancelliera tedesca Angela Merkel chiedendo alla Germania di esercitare pressioni sulle autorità ucraine e impedire loro di "prendere decisioni affrettate".

La situazione in Ucraina

Nazionalisti ucraini protestano contro la Russia
Nazionalisti ucraini protestano contro la Russia

In diverse regioni dell'Ucraina sono scoppiate manifestazioni e disordini, con bandiere russe bruciate, e persino un'auto del corpo diplomatico russo data alle fiamme a Kiev. Il presidente Petro Poroshenko ha quindi firmato un decreto con cui impone la legge marziale, che la Rada ha ratificato in serata. Una mossa che il Cremlino ha definito come "un intrigo elettorale".

Il ministro degli esteri, Pavlo Klimkin, ha chiesto aiuto alla Germania: "Ci aspettiamo dai partner tedeschi che le navi della Marina UE e della NATO siano messe a pattugliare il Mar Nero e il Mar d'Azov per prevenire operazioni militari russe", ha dichiarato al Bild.

 

"Una campagna basata su false minacce"

La "provocazione" nello stretto di Kerch suggerisce che il presidente Petro Poroshenko intende costruire la sua campagna elettorale intorno a "false minacce". Lo ha detto il segretario del Consiglio di Sicurezza russo Nikolai Patrushev in un'intervista. "La provocazione dimostra ancora una volta che Poroshenko non ha un chiaro programma elettorale e progetta di costruire la sua campagna solo su false minacce", ha detto Patrushev. "Dopo aver dichiarato la legge marziale e in parte limitato i diritti umani e le libertà, potrà decidere di annullare le elezioni presidenziali citando la necessità di proteggere il popolo ucraino", ha osservato, citato dalla Tass.

La posizione di Europa e NATO

L'Europa si è schierata al fianco dell'Ucraina e sia la Commissione che il Consiglio europeo, per bocca di Donald Tusk, hanno espresso parole di condanna per "l'aggressione", accodandosi alla NATO nel chiedere la liberazione dei marinai e la restituzione delle imbarcazioni.

 Il segretario generale dell'Alleanza atlantica Jens Stoltenberg, al termine della riunione straordinaria della commissione NATO-Ucraina, ha dichiarato: "Richiamiamo il Cremlino a garantire accesso senza ostacoli ai porti ucraini e a permettere la libertà di navigazione nel Mare di Azov e nello stretto di Kerch. Non c'è giustificazione per l'uso della forza contro le navi ucraine. Per questo chiediamo che rilascino subito i marinai e le navi prese. E richiamiamo anche alla calma e alla moderazione". "Quello che abbiamo visto ieri - ha poi aggiunto Stoltenberg - è stato molto serio, perché abbiamo visto la Russia usare la sua forza militare contro l'Ucraina, in un'escalation della situazione nella regione.

 

Stoltenberg spiega che tutti gli alleati condannano quanto avvenuto e questo incidente ricorda che in Ucraina c'è una guerra in corso da oltre quattro anni. "Seguiamo la situazione in modo costante, valutando quello che possiamo fare. La Russia deve capire che le sue azioni hanno conseguenze", aggiunge il segretario generale dell'Alleanza atlantica.

"Quanto alla legge marziale introdotta da Kiev, il presidente Poroshenko ha garantito che non ci saranno problemi per i processi democratici e politici, per noi questo è molto importante", ha concluso Stoltenberg.

ATS/Bleff
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