Le forze di sicurezza libanesi hanno lanciato gas lacrimogeni per disperdere decine di manifestanti (Keystone)

Scontri nella notte a Beirut

Una violenta protesta antigovernativa è scoppiata nella notte. Decine i feriti. In manette sedici i funzionari del porto, tra loro pure il direttore generale Hassan Koraytem

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Le forze di sicurezza libanesi hanno lanciato gas lacrimogeni giovedì sera per disperdere decine di manifestanti che si sono radunati a Beirut dopo l'esplosione avvenuta nell'area portuale della capitale, diventata un simbolo dell'incompetenza e della corruzione delle autorità. Diverse persone hanno preso d'assalto negozi e lanciato pietre contro i poliziotti del distretto parlamentare, che hanno risposto all'attacco ferendo diversi dimostranti.

Gli incidenti arrivano alla vigilia di una grande manifestazione antigovernativa prevista per sabato nel Paese, che si trova in una crisi economica senza precedenti. Provocata martedì da un incendio nel magazzino dove negli ultimi sei anni sono state immagazzinate 2'700 tonnellate di nitrato di ammonio, l'enorme esplosione ha causato almeno 157 morti e 5'000 feriti, senza dimenticare le decine di persone scomparse e le centinaia di migliaia di senzatetto.

Le autorità libanesi sostengono che il magazzino è esploso dopo un incendio. Le autorità portuali, la dogana e alcuni servizi di sicurezza erano tutti consapevoli del fatto che vi erano immagazzinati materiali chimici pericolosi.

Intanto sono sedici i funzionari del porto arrestati dalle autorità. Tra loro pure il direttore generale Hassan Koraytem.

Dopo l'esplosione le proteste

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TG 12:30 di venerdì 07.08.2020

L'intervista all'ambasciatrice

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TG 12:30 di venerdì 07.08.2020

 
RG/ATS/AnP
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