La piattaforma streaming attualmente ha 220 milioni di abbonati al mondo (Keystone)

Tempo di bilanci per Netflix

Intervista a Luca Tremolada, esperto di tecnologia de Il Sole 24 Ore, a 25 anni dalla fondazione della società nata per il noleggio di DVD e videocassette

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Il 29 agosto 1997 veniva fondata Netflix, la società di distribuzione di prodotti video famosa in tutto il mondo dopo che si è lanciata nel servizio streaming. Sono passati 25 anni da quel giorno e oggi le società che offrono film e serie tv online sono parecchie, tanto da mettere la stessa Netflix in difficoltà.

Ma quali furono le novità che nel 1997 fecero di Netflix il numero uno dello streaming?

Lo spiega Luca Tremolada, esperto di tecnologia del quotidiano economico Il Sole 24 Ore.

Oltre ad essere partita prima degli altri credendo molto nella tv digitale e in streaming (ricordiamo che loro sono passati dalla consegna di videocassette alla distribuzione online) hanno portato sul mercato un'innovazione che è prettamente tecnologica: il loro algoritmo di compressione.

Netflix ha anche la capacità di proporre i prodotti giusti al pubblico giusto. Come fa?

Grazie a un algoritmo che mette in condizione Netflix di capire esattamente qual è il contenuto più amato. Il fatto di avere un sistema che fa capire a livello mondiale che cosa guardano i francesi rispetto agli italiani mi permette di andare a creare dei computer ad hoc. Infatti una delle grosse chiavi di di successo di Netflix è anche stata quella di proporre delle serie, per esempio italiane o spagnole (La casa di carta), e offrirle a un pubblico internazionale. Quindi prendere dei prodotti locali e 'spararli' a livello mondiale. In questo loro sono stati i primi e forse i più bravi.

La sede a Los Angeles, in California
La sede a Los Angeles, in California (Keystone)

 

Negli ultimi anni abbiamo assistito ad un fenomeno interessante: Netflix, ma non solo, non si limita a distribuire prodotti, ma li produce lei stessa, così come fanno Disney o Sky. È questo il futuro? Da piattaforma di distribuzione a casa di produzione?

Sono convinto di sì: noi stiamo assistendo a un processo dove chi distribuisce contenuti poi capisce che conviene anche produrli perché diventa più conveniente. Un po''come fanno i supermercati che a un certo punto quando sono abbastanza grandi cominciano e vendere prodotti con il loro marchio.

Netflix però, ultimamente sta perdendo colpi. Modello superato oppure concorrenza sfrenata?

Negli ultimi tre mesi Netflix ha perso quasi 900'000 abbonati. Non era mai successo. Quello che è andato in crisi non è tanto il modello della TV in streaming, quanto il contesto competitivo. Ad oggi Netflix ha quasi 300 milioni di abbonati, per cui è il soggetto più grosso in termini di streaming. Però quello che è cambiato è che è arrivata la concorrenza e lui paradossalmente è più piccolo di altri, se guardiamo i dati finanziari. Da qui il fatto che, in tempi di grandissima inflazione, le famiglie sono chiamate a decidere.

Netflix soffre, quindi, ed essendo di dimensioni contenute rispetto a Sky o Amazon, potrebbe diventare oggetto del desiderio di altre società, cosa molto difficile in passato visti i tassi di crescita e quindi il prezzo molto alto. La società che oggi festeggia i 25 anni per attirare clienti potrebbe abbassare il prezzo dell'abbonamento. Ma questo, in ogni caso, avrà un costo per lo spettatore: l'introduzione della pubblicità.

SEIDISERA
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