"Trump ha un conto corrente in Cina"

Scoop del NY Times imbarazza la Casa Bianca. Intanto prosegue la sfida Trump-Biden per gli Stati in bilico

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Un nuovo scoop del New York Times imbarazza la Casa Bianca. Il quotidiano, infatti, ha reso noto che Donald Trump possiede un conto bancario in Cina. L'articolo denuncia, di fatto, un'ipocrisia tra i comportamenti personali di Trump e la politica del presidente statunitense che ha, invece, ufficialmente,intrapreso una guerra commerciale e diplomatica con la Cina e sostiene di essere l'unico vero difensore degli interessi americani contro il gigante cinese, a differenza, dice Trump, di Joe Biden, candidato Democratico e suo avversario alle elezioni presidenziali di novembre.

Trump ha mantenuto l'ufficio che aveva aperto in Cina, prima di essere eletto, per tutto il suo mandato presidenziale e ha tentato una partnership con un'importante società cinese controllata dallo Stato. L'inquilino della Casa Bianca ha ugualmente conservato anche un conto bancario (finora sconosciuto) in Cina, controllato da una delle sue società, la Trump International Hotels Management, sostiene il quotidiano, che dichiara di aver visionato una delle dichiarazioni dei redditi del tycoon.

Secondo una di queste dichiarazioni, la società ha pagato 188'561 dollari di tasse in Cina quando si stava adoperando per concludere accordi di licenza commerciale tra il 2013 e il 2015. L'avvocato del gruppo Trump, Alan Garten, ha dichiarato che la società ha "aperto un conto presso una banca cinese, con uffici negli Stati Uniti, per pagare le tasse". "Non si sono materializzati accordi, transazioni o altre attività commerciali e dal 2015 questo conto è rimasto inattivo", ha detto Garten, citato dal giornale.

Trump, Biden e gli Stati in bilico

Intanto il presidente statunitense Donald Trump e il suo avversario Democratico nella corsa alle presidenziali, Joe Biden, proseguono le rispettive campagne elettorali negli Stati in bilico (battleground State o swing State). Trump terrà un comizio mercoledì sera in un hangar dell'aeroporto municipale di Gastonia, in North Carolina, uno dei due Stati del sud, insieme alla Florida, che ha conquistato nel 2016 e che è cruciale per assicurarsi la maggioranza del collegio elettorale. Ora però, secondo la media dei sondaggi di RealClearPolitics, il suo rivale ha un margine di vantaggio del 2,3% (48,8 a 46,5). Per consolidarlo oggi la candidata Democratica alla vicepresidenza Kamala Harris terra' due eventi elettorali, ad Asheville e Charlotte.

Barack Obama invece scenderà in campo personalmente per la prima volta a favore di Biden con un comizio in formato drive-in a Philadelphia, in Pennsylvania, altro "battleground state" decisivo, dove Trump ha tenuto un comizio martedì sera. Non ci sarà pero Biden, impegnato nella preparazione del secondo e ultimo duello tv di giovedì notte.

E se in Pennsylvania, Trump ha cercato di intercettare il voto della vasta comunità americana di origine italiana difendendo a spada tratta la figura e l'eredità di Cristoforo Colombo (messa in discussione dalle recenti proteste razziali), Joe Biden ha mobilitato la moglie Jill, di origini italiane (il nonno si chiamava Gaetano Giacoppa).

Hanno già votato in 40 milioni, dato senza precedenti

Intanto a 13 giorni dall'Election Day, quasi 40 milioni di americani, pari a circa il 16% degli elettori, hanno già votato anticipatamente, di persona o per posta. Si tratta di un dato senza precedenti, legato in gran parte alla pandemia. Secondo la University of Florida, si tratta di quasi il 30% del voti complessivi del 2016. I sondaggi indicano che molti di coloro che hanno votato anticipatamente in genere non partecipano alle elezioni ma sono scesi in campo per sostenere Joe Biden, o cacciare Donald Trump.

ATS/Massimiliano Angeli
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