Parlamento bloccato dalle forze armate (keystone)

Tunisia, premier pronto a lasciare

Hichem Mechichi non ostacolerà i piani di Kais Saied - Da tutto il mondo si moltiplicano gli appelli per il ritorno della democrazia

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Da tutto il mondo si moltiplicano gli appelli rivolti al presidente tunisino Kais Saied per un ritorno a un "normale funzionamento delle istituzioni democratiche". In particolare da Francia e Stati Uniti ma anche da Russia, Turchia, Algeria, Egitto e dalla Lega Araba. Nella notte (su martedì) il premier Hichem Mechichi, nella sua prima dichiarazione dopo gli avvenimenti della scorsa domenica (quando il presidente Saied aveva sospeso il Parlamento per 30 giorni e silurato lo stesso primo ministro in carica da un anno) ha detto di essere pronto "a passare il potere al futuro capo del Governo nominato dal presidente".

Il capo dello Stato, che è anche al vertice delle forze armate, ha, nel frattempo, assunto anche il potere esecutivo in attesa di designare un nuovo premier e sconvolgendo l'organizzazione istituzionale in un Paese retto, dal 2014, da un sistema parlamentare misto. Saied ha pure liquidato, nelle ultime ore, il  ministro della difesa Ibrahim Bartagi e la portavoce del Governo, ministra della funzione pubblica e ministra della giustizia ad interim Hasna Ben Slimane.

Ennahda, il principale partito in Parlamento, ha denunciato "un colpo di Stato contro la rivoluzione e la costituzione". Il suo leader Rached Ghannouchi si è accampato per 12 ore davanti alla sede del Legislativo, sorvegliato dall'esercito, per chiedere l'accesso all'aula ma senza successo. Durante la giornata di lunedì davanti al palazzo parlamentare vi sono stati alcuni tafferugli tra i sostenitori delle opposte fazioni. L'Unione generale dei lavoratori tunisini (UGTT), un influente centro sindacale, ha espresso il suo sostegno alla decisioni del presidente avvertendo però che il "processo democratico nel Paese abbia continuità e venga al più presto riattivato".

Sullo sfondo della crisi aleggia la pandemia: il presidente ha annunciato l'estensione del coprifuoco dalle 19 alle 6 e ha vietato raduni di oltre 3 persone. La Tunisia, che conta 12 milioni di abitanti, ha registrato, da inizio pandemia oltre 560'000 casi di contagio e più di 18'000 decessi legati al Covid-19.

ATS/AFP/Swing

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