Gli Stati Uniti hanno fornito migliaia di proiettili per gli obici pesanti campali usati in Ucraina
Gli Stati Uniti hanno fornito migliaia di proiettili per gli obici pesanti campali usati in Ucraina (Keystone)

Ucraina, ancora armi e bombardamenti

Dopo l'avvio dei corridoi per i cereali dai porti sul Mar Nero, gli USA inviano nuove armi a Kiev e Mosca denuncia attacchi sulla centrale atomica di Zaporizhzhia

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La Razoni, prima nave carica di mais ucraino salpata lunedì mattina da Odessa, è attesa a Istanbul nella giornata di oggi, martedì. Una giornata che dovrebbe coincidere con la partenza dai porti dell’Ucraina di altri mercantili carichi di cereali, stando a quanto ha reso noto il Governo turco, il quale ha precisato che il cargo Razoni sarà oggetto dei previsti controlli prima di puntare verso la sua destinazione finale in Libano.

 

E mentre il mondo si rallegra per la ripresa del traffico commerciale sul Mar Nero e, in particolare, del trasporto di generi alimentari utili per impedire carestie su larga scala, in territorio ucraino si continua a combattere duramente nell’est e a sud del Paese.

Gli Stati Uniti hanno intanto annunciato lunedì sera che invieranno nuove armi alle forze ucraine per un valore di 550 milioni di dollari, comprese le munizioni per i lanciarazzi che sono sempre più importanti nei combattimenti. Gli aiuti in particolare "comprenderanno più munizioni per i sistemi (...) HIMARS", ha affermato il portavoce del Pentagono John Kirby.

 

Ciò porta il totale dell'assistenza militare fornita all'Ucraina dagli Stati Uniti con il nulla osta del presidente Joe Biden a oltre otto miliardi di dollari. Il nuovo aiuto includerà anche 75’000 proiettili da 155 mm, ha affermato il Pentagono in una nota. Gli HIMARS sono sistemi lanciamissili mobili che sparano missili a guida GPS con una portata di 80 chilometri e consentono all’esercito di Kiev di colpire obiettivi russi nelle retrovie e precedentemente fuori portata.

Mosca denuncia: "Attaccata centrale nucleare"

Dal canto suo la Russia precisa martedì che l'amministrazione filorussa dei territori occupati nella regione di Zaporizhzhia è pronta a fornire all'Agenzia internazionale per l'energia atomica (AIEA) prove a sostegno della tesi che vi siano stati bombardamenti ucraini contro la centrale nucleare: lo ha detto Vladimir Rogov, funzionario dell'amministrazione locale: "Siamo molto lieti che, nonostante le pressioni e l'isteria del regime di Volodymyr Zelensky, il direttore generale dell'AIEA Rafael Grossi abbia confermato la disponibilità dell'agenzia a inviare una delegazione alla centrale atomica di Zaporizhzhia".

 

Intanto lunedì sera tre persone sono morte nel bombardamento russo di un minibus che trasportava persone in fuga da un villaggio occupato. Lo riferisce il comando operativo ucraino meridionale, precisando che l'attacco si è verificato vicino a Dovhove, nell'oblast di Kherson. Secondo quanto riferito, il minibus trasportava sette persone in fuga dal villaggio temporaneamente occupato di Starosillia. I sopravvissuti sono stati ricoverati in ospedale a Kryvyi Rih.

E anche nella notte di martedì non sono cessati i bombardamenti da parte dei soldati del Cremlino della città di Mykolaiv, grosso centro nel sud del Paese che prima del conflitto contava oltre mezzo milione di abitanti. Il sindaco Oleksandr Sienkevych ha riferito che sono state udite esplosioni in vari distretti della città e una persona sarebbe rimasta ferita, stando a quanto riporta il Kyiv Independent.

Le forze russe hanno colpito martedì notte anche la regione di Dnipro con lanciarazzi multipli e artiglieria: lo afferma il capo dell'amministrazione militare regionale, Valentyn Reznichenko. Inoltre, tre civili sono morti e altri tre sono rimasti feriti lunedì in seguito ad un attacco delle forze russe nella regione di Donetsk. Il responsabile territoriale Pavlo Kyrylenko spiega che "il 1° agosto i russi hanno ucciso tre civili nella regione di Donetsk: due a Maryinka e uno a Soledar. Altre tre persone sono rimaste ferite".

AFP/ATS/Reuters/EnCa
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