Charlese Michel a Pechino
Charlese Michel a Pechino (keystone)

Ucraina, dialogo tra Cina e UE

Il presidente del Consiglio europeo Charles Michel ha incontrato a Pechino il presidente cinese Xi Jinping – Focus anche su diritti umani, sovranità e cambiamento climatico

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L’Unione Europea conta sulla Cina, in quanto membro permanente del Consiglio di sicurezza dell’ONU, per invitare la Russia a rispettare i principi fondamentali della Carta delle Nazioni Unite e “contribuire a mettere fine alla brutale distruzione e occupazione russa” in Ucraina: è quanto ha dichiarato il portavoce di Charles Michel, al termine dell’incontro di giovedì tra il presidente del Consiglio europeo e il presidente cinese Xi Jinping, avvenuto a Pechino.

Risolvere la crisi in Ucraina "con mezzi politici è nel migliore interesse dell'Europa e di tutti i Paesi dell'Eurasia: nella situazione attuale, è necessario evitare l'escalation e l'espansione della crisi, insistere nel perseguire la pace e nel promuovere colloqui, nel controllare l'impatto di ricaduta della crisi e nell'essere vigili contro i rischi in campo", ha dichiarato per parte sua Xi, in base al resoconto del colloquio pubblicato dal network statale CCTV.

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Diritti umani, sovranità e lotta al cambiamento climatico

L’incontro ha messo sul piatto anche i temi dei diritti umani e della collaborazione. Sempre stando a CCTV, il presidente cinese ha pure dichiarato che la Cina "è disposta a tenere il dialogo con l'UE sui diritti umani sulla base dell'uguaglianza e del rispetto reciproco" e che è necessario “rispettare i reciproci interessi fondamentali e le preoccupazioni, in particolare su sovranità, indipendenza e integrità territoriale". A questo proposito, sono prioritari “la non interferenza negli affari interni reciproci e la salvaguardia congiunta del fondamento politico delle relazioni bilaterali".

 

La Cina, inoltre, rimarrà aperta alle aziende europee e "spera che l'UE elimini le interferenze e fornisca alle aziende cinesi un ambiente commerciale equo e trasparente". Le due parti, infine, “dovrebbero guidare gli sforzi globali per affrontare il cambiamento climatico, la protezione della biodiversità, la sicurezza energetica, la sicurezza alimentare e la salute pubblica e rafforzare la connessione e la collaborazione dei rispettivi prodotti pubblici di alta qualità e piattaforme di cooperazione”.

ATS/ludoC
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