Preoccupazione in una città della California, Costa Mesa
Preoccupazione in una città della California, Costa Mesa (keystone)

Virus, anche gli USA in allarme

Negli Stati Uniti i contagiati sono solo 57, ma negli ultimi due giorni Wall Street è crollata…

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“It’s the economy, stupid!” Con un po’ di disincanto si potrebbe ripetere il mantra di James Carville, guru della campagna di Bill Clinton. Ma, negli Stati Uniti, il primo contagiato a preoccupare a causa del Coronavirus pare proprio essere l’economia.

Wall Street: i due risultati peggiori negli ultimi due anni

Ieri dopo le turbolenze nelle borse di tutto il mondo, Wall Street ha fatto registrare il risultato peggiore negli ultimi due anni. In poche ore si sono volatilizzati più di mille punti dell’indice Dow Jones (1'032 per la precisione, - 3,54 per cento). Di colpo si sono azzerati i guadagni del 2020. E oggi i mercati statunitensi non sono andati meglio: - 3,14 per cento. Altri 878 punti dell’indice azionario spazzati via. I titoli del Tesoro hanno toccato il minimo degli ultimi 10 anni.

Dopo settimane l’ansia pare aver preso il sopravvento, facendo riaffiorare il sospetto che l’espansione dei virus e l’aumento dei contagi, specie in Corea del Sud, Iran e Italia, sia il segnale che quella del Covid-19 da epidemia si trasformi in pandemia con conseguenze sanitarie e poi economiche di lunga durata. Negli scorsi giorni Goldman Sachs e JP Morgan Chase avevano rivisto al ribasso la crescita economica del 2020.

Le risposte politiche…

“Tutto sotto controllo” ha twittato dall’India Donald Trump, chiedendo immediatamente al Congresso di stanziare 1,25 miliardi di dollari supplementari per la lotta al virus. Ma visto il timore per l’economia e l’aumento dei casi in tutto il mondo, per i Democratici non è abbastanza e soprattutto quelle proposte dalla Casa Bianca sono misure incoerenti e tardive, visto che il Presidente voleva tagliare del 17% i contributi destinati all’agenzia federale che si occupa delle emergenze sanitarie, il Center for Disease Control.

…e quelle delle autorità sanitarie

Quello stesso Center for Disease Control che martedì ha lanciato il suo allarme: “Non è tanto questione se l’epidemia vi sarà, ma quando essa capiterà”, ha detto la direttrice Nancy Messonier. “Dobbiamo essere preparati al peggio”. E dinnanzi a una commissione del Senato il Segretario alla salute, Alex M. Azar II, ha ricordato come gli Stati Uniti “non si possano chiudere ermeticamente dinanzi a un virus e che si deve essere realisti”. Un avvertimento che ha già diviso il Paese, tra chi parla di realismo e chi lo ritiene un eccesso di allarmismo.

I numeri del contagio in USA

Negli Stati Uniti finora le persone (casi accertati) che hanno contratto il Covid-19 sono 57. La maggior parte di loro – 43 – sono le persone rimpatriate da Wuhan e gli ex passeggeri della nave da crociera giapponese Diamond Princess, ancora in quarantena in Giappone. I pazienti che hanno contratto il Corona Virus in America sono per ora 14.

Nel confronto internazionale le cifre appaiono tutto sommato contenute, ma per la prima volta dall’elezione di Trump nel 2016 – dopo le guerre dei dazi, le relazioni tese con Cina, Europa e Messico, lo scontro istituzionale sfociato nell’impeachment – nei mercati serpeggia la paura. In quella stessa borsa che negli scorsi tre anni batteva record su record e che il Presidente additava come emblematica dei suoi successi. Per dare un’immagine di questa paura basterebbe guardare questa animazione del New York Times. Sono gli oltre 13mila voli annullati da e per la Cina dal 23 gennaio. Quella stessa Cina dove gli Stati Uniti producono molti dei suoi prodotti di punta (ad esempio quelli della Apple) e dove è scoppiato il Coronavirus. “È l’economia, stupido!”.

Massimiliano Herber

Un fermo immagine dell'animazione del New York Times
Un fermo immagine dell'animazione del New York Times (New York Times)

Cresce l'allarme anche negli USA

Cresce l'allarme anche negli USA

TG 20 di mercoledì 26.02.2020

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