Nella foto d'archivio, l'ispezione AIEA alla centrale nucleare ucraina di Zaporizhia del 1 settembre 2022
Nella foto d'archivio, l'ispezione AIEA alla centrale nucleare ucraina di Zaporizhia del 1 settembre 2022 (keystone)

Zaporizhia, scampato pericolo (per ora)

L'AIEA: "Nonostante la gravità dei bombardamenti, le apparecchiature chiave sono rimaste intatte e non ci sono problemi immediati di sicurezza nucleare"

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Il direttore generale dell'AIEA, Rafael Grossi, ha dichiarato che "nonostante la gravità dei bombardamenti che hanno colpito nel fine settimana la centrale nucleare ucraina di Zaporizhia, le apparecchiature chiave sono rimaste intatte e non ci sono problemi immediati di sicurezza nucleare". Grossi lo ha riferito dopo l'ispezione in loco di un team dell'Agenzia internazionale per l'energia atomica, come riporta il sito dell'agenzia stessa.

"Lo stato dei sei reattori è stabile e l'integrità del combustibile esaurito, del combustibile fresco e dei rifiuti radioattivi a bassa, media e alta attività nelle rispettive strutture di stoccaggio è stata confermata", ha dichiarato il team. Ma i danni diffusi in tutto il sito sono "motivo di grande preoccupazione".

Il team, tra le altre cose, ha rilevato "danni ai serbatoi di stoccaggio della condensa che hanno causato perdite non radioattive, diversi impatti sulla strada principale che costeggia i reattori dell'impianto e su una ferrovia del sito fuori servizio". Nel frattempo "il personale operativo e di manutenzione ha già iniziato a riparare alcuni danni e il personale dell'impianto sta anche ripulendo il sito".

Tuttavia gli esperti dell'AIEA hanno osservato danni diffusi in tutto il sito. "Questo è un motivo di grande preoccupazione perché dimostra chiaramente l'intensità degli attacchi a una delle più grandi centrali nucleari del mondo", ha dichiarato Grossi, aggiungendo che ha "intensificato le consultazioni per istituire una zona di protezione presso l'impianto".

 
Il reportage da Kherson

Il reportage da Kherson

TG 20 di lunedì 21.11.2022

 
ATS/M. Ang.
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