Votare sotto la minaccia dei mitra era una realtà alle urne nei territori occupati dai russi (Keystone)

Zelensky affonda i referendum-farsa

Il presidente ucraino conferma che Kiev continuerà a combattere nei territori occupati e non negozierà con Mosca - Arrivati al fronte i primi soldati mobilitati

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Si continua a combattere in Ucraina, mentre le autorità filorusse delle regioni occupate di Zaporizhia, Kherson, Luhansk e Donetsk hanno rivendicato martedì il voto a favore dell'annessione della Russia dopo i "referendum" di annessione organizzati da Mosca e respinti da Kiev e dai suoi alleati internazionali.

Il presidente ucraino Volodymyr Zelensky ha assicurato martedì sera in un video su Telegram che l'Ucraina avrebbe agito "per difendere il suo popolo", precisando: "Agiremo per proteggere la nostra gente, nella regione di Kherson, nella regione di Zaporizhia, nel Donbass, come pure nelle aree attualmente occupate dell’Oblast di Kharkiv e in Crimea", ha detto Zelensky nella sua prima reazione dopo l'annuncio dei risultati da parte delle autorità filorusse.

 

Il presidente ha poi cancellato ogni possibilità di accettare negoziati con Mosca, proprio alla luce della chiamata alle urne russa. "Il riconoscimento da parte della Russia degli 'pseudo-referendum' come 'normali', l'attuazione dello stesso scenario della Crimea e l'ennesimo tentativo di annettere parte del territorio ucraino significa che non abbiamo niente da discutere con l'attuale presidente russo", ha affermato il capo di Stato di Kiev.

Dopo il voto il prossimo passo sarà del Parlamento russo, che dovrebbe votare nei prossimi giorni un trattato che ufficializzerà l'integrazione delle quattro regioni – nessuna totalmente in mano a Mosca – nel territorio russo.

 

E, in previsione dell'annuncio da parte della Russia dell'annessione di territori ucraini, gli Stati Uniti stanno preparando un nuovo pacchetto di armi da 1,1 miliardi di dollari per l'Ucraina Lo riferiscono fonti dell'amministrazione Biden. Nel nuovo invio ci saranno i sistemi HIMARS già inviati alle forze di Kiev, munizioni, vari tipi di sistemi radar antidrone, ricambi, supporto tecnico e formazione precisano le fonti. Washington sta pure preparando altre sanzioni contro Mosca in risposta ai referendum-farsa.

Il segretario di Stato Antony Blinken ha riferito in merito: "Le armi che stiamo fornendo sono state finora usate in modo efficace dagli ucraini. Kiev ha il diritto di continuare a difendersi anche nei territori che saranno eventualmente annessi dalla Russia. Dal nostro punto di vista non cambia niente, non li riconosceremo mai".

Sempre in merito alla chiamata alle urne nei territori occupati - che riguardano quattro Oblast che Mosca non controlla totalmente -, il segretario generale delle Nazioni Unite Antonio Guterres ha reiterato mercoledì quanto già evidenziato nei giorni scorsi e cioè che una possibile annessione delle regioni ucraine in maniera unilaterale da parte di Mosca è una violazione del diritto internazionale.

L'Alto Rappresentante UE per la Politica Estera, Josep Borrell, ha detto dal canto suo che i risultati dei referendum per l'annessione alla Russia tenuti in quattro regioni dell'Ucraina occupata da Mosca sono stati "falsificati" e le consultazioni sono state "illegali". "Si tratta di una nuova violazione della sovranità e dell'integrità territoriale dell'Ucraina in un contesto di violazioni sistematiche dei diritti umani", ha scritto Borrell su Twitter.

Gli ha fatto eco il presidente del Consiglio europeo, Charles Michel: "Referendum fasullo. Risultati fasulli. Non riconosciamo nessuno dei due", ha scritto in un tweet sull'esito del voto in merito alla chiamata alle urne organizzata da Mosca per sancire l'annessione alla Russia dei territori occupati in Ucraina.

 

Continua la fuga dalla mobilitazione

A una settimana dall'annuncio del Cremlino, la Russia continua parallelamente a organizzare la mobilitazione dei riservisti al fine di reclutare 300’000 combattenti, cercando una risposta alla controffensiva delle truppe ucraine che, grazie alle ingenti consegne di armi dell'Occidente, hanno saputo riconquistare migliaia di chilometri quadrati di territorio dai primi di settembre.

Questa campagna di reclutamento, condotta in luoghi in maniera caotica, ha spinto molti russi alla fuga, un esodo confermato martedì da due paesi vicini, Georgia e Kazakistan, mentre un afflusso molto consistente di cittadini russi è stato osservato anche da giovedì ai confini della Mongolia e della Finlandia.

 

Del resto in questi giorni sono già arrivati al fronte i primi rinforzi dopo la mobilitazione parziale. Stando a quanto riferisce mercoledì lo Stato maggiore delle Forze armate ucraine, “sono arrivati rinforzi per le unità del primo reggimento di carri armati, seconda divisione di fucilieri motorizzati, che sono schierati in zone di combattimento ma senza svolgere alcun addestramento. Inoltre, i russi stanno continuando le cosiddette misure di automobilitazione: persone condannate per reati penali sono arrivate a rinforzare le unità che stanno già combattendo in Ucraina". ll risultato in sostanza è che già a inizio settimana vi sono stati diversi “nuovi” soldati che si sono arresi alle truppe di Kiev.

Ma le truppe di Mosca non smettono comunque di bombardare le città. Martedì cinque persone sono state uccise nell'Oblast di Donetsk, mentre proprio oggi, martedì 28, l'esercito russo ha bombardato una scuola a Mykolaivka, nella stessa regione, che era rifugio per i civili. Di conseguenza 12 persone sono rimaste ferite. Bombe e missili di Mosca hanno colpito nelle ultime ore anche Nikopol, nell'Oblast di Dnipropetrovsk.

Mercoledì i russi hanno bombardato un villaggio nella regione di Zaporizhia (che per inciso vogliono annettere) con munizioni al fosforo, vietate dal diritto internazionale. Varie case e una scuola sono state distrutte. Il fuoco dei soldati del Cremlino ha colpito ancora anche Mykolaiv martedì sera, soprattutto  con missili S-300 e Tornado-S. Miracolosamente, non vi sono state vittime ma solo ferite lievi per diversi civili provocate dai vetri delle finestre finite in frantumi.

E a seguito dell'attacco missilistico a Kharkiv, la sera del 27 settembre, edifici delle infrastrutture energetiche sono stati danneggiati e tre quartieri della città sono stati parzialmente rimasti senza corrente elettrica, lasciando al buio circa 18'500 persone. Bombe di Mosca sono state lanciate pure mercoledì notte contro Lysychansk, liberata di recente dagli ucraini.

AFP/ATS/EnCa
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