Svizzera crocevia del caffè

La Confederazione è uno snodo cruciale della compravendita a livello mondiale e uno dei Paesi leader nella produzione di macchine – Il reportage

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La Svizzera esporta molto più caffè che formaggio. Sembra incredibile per un paese rinomato per i suoi prodotti caseari, eppure le statistiche lo confermano. Il settore del caffè rappresenta infatti l’1% del Prodotto Interno Lordo (PIL) e genera un giro d’affari di circa cinque miliardi di franchi.

Oltre due terzi del commercio mondiale passano dalla Svizzera

Pur non essendo uno Stato produttore, la Confederazione è imprescindibile per il mercato del caffè e approfitta dello sviluppo mondiale di questa bevanda: oltre due terzi della compravendita nel mondo passano infatti dal nostro Paese. “Principalmente lo acquistiamo direttamente dai paesi d’origine, quindi non da depositi in Europa, attraverso trader basati quasi esclusivamente in Svizzera, questo poiché la piattaforma elvetica, sia dal profilo commerciale sia finanziario, ha un’ottima reputazione”, spiega alla trasmissione Tempi Moderni Paolo Stirnimann, responsabile acquisti di Chicco d’Oro, azienda ticinese che dal 1949 è attiva in questo settore. La Svizzera, continua, "offre ottimi servizi: grazie al traffico di pagamenti e al sistema bancario, risulta molto appetibile per aziende e trader operanti in questo settore”. Tutti i più grandi intermediari, aggiunge Stirnimann, “sono basati qui: a Ginevra, Losanna e Zugo”.

Le esportazioni di caffè dalla Svizzera superano quindi di gran lunga quelli di prodotti tradizionalmente associati alla Confederazione, come il formaggio e il cioccolato. La conferma viene dai dati dell’Associazione svizzera dei negozianti e dall’Amministrazione federale delle dogane, che ricordano come il caffè – con un valore di scambio di oltre due miliardi di franchi annui – rappresenti un prodotto faro dell’economia elvetica.

Piattaforma di scambi ideale

Piattaforma di scambi ideale

Il mercato del caffè si decide in Svizzera

 

Svizzera leader nella produzione di macchine di alta gamma

Per gustarsi un buon caffè, servono però gli strumenti adatti, come le caffettiere o le macchine per il caffè. Queste ultime stanno registrando un fortissimo aumento delle vendite, sia a livello di grandi catene internazionali sia per uso domestico. E un Paese leader per la produzione dei modelli di alta gamma è proprio la Svizzera, che può annoverare anche aziende di punta. Come la lucernese Thermoplan, fra i leader mondiali delle macchine da caffè industriali, che esporta all’estero il 98% della produzione (la famosissima catena statunitense è uno dei principali clienti della società e sta registrando una crescita impressionante in Cina, che si ripercuoterà sull’azienda), o la solettese Jura, che domina il settore delle macchine domestiche da quando, a metà degli anni Novanta, inventò la macchinetta per il caffè automatica.

Tempi Moderni, il magazine di approfondimento economico della RSI, ha visitato gli stabilimenti delle aziende a Weggins e Niederbuchsiten.

Macchine da caffè automatiche – un’invenzione svizzera

Macchine da caffè automatiche – un’invenzione svizzera

Il made in Switzerland come marchio di qualità e affidabilità

 

Una delle merci più commercializzate

La nazione dove si consuma più caffè al mondo, stando all’associazione Procafé, è la Finlandia, con una media di 12 chilogrammi all’anno per persona; seguono la Norvegia (9,9 kg) e l’Islanda (9 kg). La Svizzera è settima, con un consumo annuo pro-capite di 7,9 chilogrammi mentre l’Italia, la patria putativa del caffè grazie all’espresso conosciuto ormai in tutto il mondo, è solo tredicesima, con 5,9 chilogrammi.  

Ogni anno centinaia di milioni di sacchi di caffè partono dai Stati produttori per soddisfare i palati di chi vive dove le piante che producono i semi da macinare per produrre la bevanda non cresceranno mai. Il mercato ha quindi un volume di scambio enorme; il primo produttore mondiale è il Brasile, con una quota di mercato del 34%, mentre al secondo posto si situa il Vietnam, con una quota del 17%; sul gradino più basso del podio si piazza la Colombia, con l’8%.

L’industria del caffè impiega milioni di persone in tutto il mondo e le cifre relative alla produzione annuale sono impressionanti e in crescita continua, facendo di questa merce la seconda più scambiata al mondo dopo il petrolio.

La storia del caffè

“Prendiamo un caffè?”: la domanda è entrata ormai nel vocabolario comune. Il caffè è infatti una bevanda che unisce, sia che si tratta di un ritrovo tra amici, sia per parlare d’affari. Come ha fatto questa bevanda ad avere tanto successo? I motivi risalgono a oltre quattro secoli fa: nel 1615 i turchi portarono i primi sacchi di caffè in Europa; quando però, nel 1683, dovettero desistere dall’assedio di Vienna, ne abbandonarono sul posto 500 sacchi. Fu una vera fortuna per gli abitanti della capitale austriaca, che iniziarono a filtrare il caffè, aggiungendovi zucchero e panna, creando così il famoso caffè alla viennese. Da quel momento, la bevanda proseguì la conquista del Vecchio continente, trovando sempre maggiori estimatori. Nel Novecento l’industria del caffè fiorì in tutto il mondo, tanto che oggi non se ne può più fare a meno. Il caffè è infatti diventato la bevanda più diffusa dopo l’acqua: ogni giorno se ne consumano quasi 1,6 miliardi di tazze.

Questo e altri temi sono stati affrontati dalla trasmissione Tempi Moderni, il magazine economico della RSI, in onda ogni domenica alle 21.55 su RSI LA1. La trasmissione è disponibile anche online.

La Svizzera leader mondiale nel mercato del caffè

La Svizzera leader mondiale nel mercato del caffè

Dal commercio alla tazzina di caffè – la Svizzera tra i primi paesi al mondo

 
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