Un'immagine scattata venerdì a Berna
Un'immagine scattata venerdì a Berna (Keystone)

Aborto, favorevoli e contrari in piazza

Venerdì sera a Berna si sono riuniti i sostenitori del diritto all'interruzione di gravidanza, mentre sabato a Ginevra hanno manifestato i contrari

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I sostenitori e gli oppositori al diritto di abortire sono scesi in piazza sabato in Svizzera dopo la recente decisione della Corte suprema americana di cancellare la storica sentenza "Roe v. Wade". Venerdì sera un raduno pro-aborto si è svolto a Berna, mentre sabato a Ginevra decine di cattolici hanno denunciato quello che hanno definito "il pensiero unico" politico sul tema.

Sabato a Ginevra
Sabato a Ginevra (Keystone)

Riuniti su invito dell'associazione "Oui à l'enfant", i partecipanti anti-aborto si sono ritrovati nel centro della città di Calvino. Gli organizzatori hanno deplorato l'ampio sostegno in Svizzera al diritto di abortire, che va, secondo loro, "dall'estrema sinistra fino ai ranghi di alcuni deputati UDC". Hanno inoltre apprezzato l'opposizione all'aborto dell'ex presidente statunitense Donald Trump. Quest'ultimo è riuscito a nominare dei giudici conservatori alla Corte suprema, il che è sfociato nella decisione di revocare il diritto all'aborto a livello federale.

Sabato a Ginevra
Sabato a Ginevra (Keystone)

"Ciò che succede negli Stati Uniti può accadere anche in Europa e in Svizzera", ha detto uno dei tre sacerdoti presenti che ha animato una preghiera durante una decina di minuti. Tra gli spettatori curiosi non sono mancati alcuni slogan nei confronti dei manifestanti.

Pro-aborto più numerosi

Dal canto suo, il campo dei sostenitori all'aborto è riuscito venerdì sera a Berna a riunire circa 500 persone sulla Piazza federale, ha indicato sabato la Gioventù socialista (GISO), che ha organizzato la manifestazione assieme al collettivo "Sciopero femminista" e alle Donne socialiste.

Venerdì a Berna
Venerdì a Berna (Keystone)

GISO si oppone con tutte le forze ad ogni iniziativa popolare annunciata o lanciata contro l'aborto. I progressi ottenuti in questo ambito devono essere preservati, si legge in una nota stampa.

Nel contempo, la Svizzera deve andare avanti. Il tabù che circonda le interruzioni di gravidanza deve essere levato e il tema deve essere affrontato anche a scuola. Infine, secondo GISO, i consultori riconosciuti dalla Confederazione devono essere maggiormente sostenuti a livello finanziario.

 
ATS/Red.MM
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