Il grande caldo può rendere la vita difficile, soprattutto quando si deve lavorare. Anche in casa il caldo può diventare insopportabile, per esempio quando si dorme. Quali diritti si hanno in queste situazioni: sul posto di lavoro, in casa o a scuola? E cosa c’è di vero nel mito della “dispensa per caldo”?
Il diritto a misure di protezione sul posto di lavoro
Purtroppo resta un mito: la dispensa per caldo non esiste, anche quando il termometro segna oltre 30 gradi all’ombra. Per legge però le aziende sono obbligate a proteggere la salute dei dipendenti attraverso misure adeguate.

Frequenti pause per bere sono fra le misure che le aziende possono adottare per proteggere i loro dipendenti
All’aperto questo può essere garantito per esempio attraverso più pause, bevande a sufficienza e protezione dal sole. Gli uffici e gli altri locali di lavoro dovrebbero, se possibile, essere raffreddati.
A scuola non esistono vacanze per caldo
Anche per gli scolari non esiste (con loro grande dispiacere) la dispensa per caldo. Un problema che non sussiste in questo periodo di canicola in Ticino, dove le lezioni si sono concluse mercoledì, ma nel Moesano e oltre San Gottardo le ferie estive non sono ancora arrivate.
Le cosiddette vacanze per caldo sono state abolite ovunque. Gli insegnanti non possono semplicemente rimandare i bambini a casa perché fa troppo caldo per studiare.
https://rsi.cue.rsi.ch/info/svizzera/Canicola-e-scuola-bambini-e-ragazzi-pi%C3%B9-vulnerabili--3800255.html
La scuola ha tuttavia un obbligo di assistenza. Ha quindi la possibilità di adattare le lezioni. E le autorità possono sospendere l’obbligo di frequenza, come accadrà la prossima settimana a Ginevra per gli allievi della scuola dell’infanzia.
https://rsi.cue.rsi.ch/info/svizzera/Canicola-a-Ginevra-i-pi%C3%B9-piccoli-possono-restare-a-casa-da-scuola--3833504.html
A causa delle ondate di caldo regolari, l’associazione mantello degli insegnanti chiede però intanto delle misure, affinché nelle aule la temperatura non superi i 26 gradi.
https://rsi.cue.rsi.ch/info/ticino-grigioni-e-insubria/Aule-dove-si-soffre-il-caldo-e-aule-dove-c%E2%80%99%C3%A8-l%E2%80%99aria-condizionata--3795899.html
Un’abitazione troppo calda può essere un difetto
Innanzitutto sono gli inquilini stessi a essere responsabili di un clima fresco negli ambienti: arieggiare di notte e al mattino, di giorno chiudere finestre, tapparelle e persiane.
Ma anche il locatore ha delle responsabilità. Proprio come un’abitazione troppo fredda, anche un’abitazione troppo calda può costituire un difetto dal punto di vista del diritto di locazione. Esistono sentenze del Tribunale federale in merito.
Torna l'allerta canicola
Il Quotidiano 17.06.2026, 19:00













