Plebiscitato il matrimonio per tutti (keystone)

Anche la stampa dice "sì lo voglio"

I media elvetici sono unanimi nel definire "storico, rispettoso e progressista" il risultato delle urne che ha plebiscitato il testo sul matrimonio per tutti

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Una Svizzera unita, "rispettosa e progressista" ha detto domenica all'unanimità "sì, lo voglio" al matrimonio per tutti. Questo, in sostanza, il tenore delle considerazioni della stampa elvetica all’indomani del via libera popolare al matrimonio per tutti, sottolineando che la “visione dell'omosessualità è stata normalizzata”.

Con un 64,1% di "sì" e l'unanimità dei cantoni, "il 26 settembre sarà una di quelle domeniche storiche, per la portata e la chiarezza del risultato", nota Le Temps. "Il testo prodotto è completo e piuttosto progressivo", incorporando anche la naturalizzazione agevolata, l'adozione congiunta e la procreazione medicalmente assistita per le coppie lesbiche. Gli svizzeri "aspirano a una società più giusta e più rispettosa", aggiunge il giornale vodese, sottolineando che "il 63% di sì alla legge contro l'omofobia nel febbraio 2020 aveva dato la base a questi cambiamenti". Ma "chi avrebbe creduto vent'anni fa che la Svizzera avrebbe un giorno votato a favore del matrimonio per tutti?", si chiedono 24 Heures e La Tribune de Genève, per i quali "questo 'sì' dimostra quanto velocemente stiano cambiando le mentalità".

Democrazia diretta - Commento al voto federale

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Dibattito sui risultati di questa domenica di votazioni.

 

Per La Liberté, questa vittoria è da attribuire ad un Parlamento "rinfrescato e modernizzato dalle elezioni del 2019". "L'arrivo di una nuova generazione [...] ha contribuito a cambiare alcune forme mentali", concorda Le Courrier. Le Camere federali sono più in sintonia con una società più tollerante, "che non è più divisa dalla convivenza e dall'accettazione delle differenze", aggiunge il giornale ginevrino. "L'arcobaleno che è uscito dalle urne ieri riflette la diversità della società di oggi nel cielo svizzero", dice Le Quotidien Jurassien. "La tradizione ha lasciato il posto all'evoluzione, verso una maggiore apertura e tolleranza", senza la divisione città-campagna e Röstigraben.

L’approvazione del testo è arrivata anche in Vallese, dove era “nato” il referendum contro la legge, nota Le Nouvelliste. Approvando la legge con il 55,5% dei voti, il cantone è riuscito a liberarsi "questo fine settimana dalla sua complicata storia con la bandiera arcobaleno", nonostante "i manifesti cruenti degli oppositori della legge”.

Per ArcInfo, l'atteggiamento dei partiti di centro-destra è stato decisivo. "Il PLR ha martellato il punto che questa modifica del codice civile è benvenuta e "liberale", la parola magica. E a livello svizzero, il PPD (o Centro) ha sostenuto il testo, nonostante le differenze interne [...] Le coppie dello stesso sesso non sono più una questione politica e questo è un bene”.

Per quanto riguarda la Svizzera tedesca la Neue Zuercher Zeitung parla di un'importante pietra miliare nella storia del matrimonio in Svizzera, "paragonabile alla riforma del 1988, quando il matrimonio patriarcale fu abolito". Il "sì" al matrimonio per tutti dà la speranza che la Svizzera possa ancora rinnovarsi, aggiunge il giornale.  Questo è ciò che il Tages-Anzeiger auspica, "con maggiore velocità", per "i prossimi grandi dibattiti socio-politici", come il congedo parentale, l'assistenza all'infanzia o l'uguaglianza.

Questa vittoria è anche una vittoria per i bambini che vivono in coppie dello stesso sesso, nota il Blick. "Non si tratta solo di romanticismo, ma di diritti. E in particolare il diritto di conoscere la propria parentela, che "è una preoccupazione legittima", nota la Luzerner Zeitung.

Speciale votazioni

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In tempo reale i risultati di questa domenica di votazioni federali, con collegamenti, reazioni e analisi.

 

A sud della Alpi, infine, la Regione ricorda che nel 2005, quando i cittadini furono chiamati a votare sulle unioni domestiche, il Ticino si disse contrario. Ma oggi, a 16 anni di distanza, lo stesso Ticino si è allineato al resto della Svizzera approvando il matrimonio per tutti, segno “che le cose sono cambiate e alquanto velocemente anche se il modo di concepire la coppia inquieta ancora parecchi svizzeri e ticinesi. Nel cantone, con il 47% di contrari, i no risultano circa di 10 punti sopra il dato nazionale. A preoccupare (questione emersa anche durante il dibattito preelettorale) soprattutto l’accesso alla donazione di seme e le inquietudini sui bambini che crescono in una coppia del medesimo sesso”. Dal canto suo il Corriere del Ticino ricorda i cambiamenti avvenuti negli anni, soprattutto negli ultimi 20-25, per una maggiore integrazione e tolleranza, pur con tutte le preoccupazioni del caso derivanti soprattutto da alcune fasce della popolazione con al centro i timori soprattutto riguardanti i bambini.

ATS/Swing

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