In un rapporto pubblicato venerdì, la vulnerabilità dei collaboratori dei servizi di informazione svizzeri è stata classificata come “rischio considerevole”. L’allerta la lancia l’Autorità di vigilanza dei servizi di informazione: la possibilità che gli agenti segreti vengano avvicinati o indotti a trasmettere informazioni sensibili è cresciuta. I fattori di rischio sono due: da un lato, a causa delle tensioni internazionali, la raccolta di informazioni da parte di potenze straniere si è intensificata e i collaboratori sono diventati bersagli ancora più appetibili. Dall’altro, più interno, c’è il malcontento che da tempo regna nei servizi elvetici, frutto di una riorganizzazione problematica e di un clima di lavoro difficile, con episodi di mobbing e sfiducia nella dirigenza.
Aumenta la frustrazione, cresce l’esposizione ai rischi
Il personale frustrato, sottolinea la Vigilanza, può essere più facilmente avvicinato, reclutato per rivelare informazioni classificate o influenzare i servizi segreti e le autorità. Negli ultimi anni il servizio ha introdotto alcune contromisure, giudicate però insufficienti dalla direttrice dell’Autorità di vigilanza Prisca Fischer: “Il Servizio delle attività informative può essere più vigile nel trattare i casi concreti”, ha dichiarato ai microfoni del Radiogiornale, e “fatica a mantenere una linea rigorosa anche quando emergono segnali di rischio riguardo a determinati collaboratori”.
L’Autorità di vigilanza chiede ora di colmare le lacune nella lotta allo spionaggio interno, rafforzare formazione e sensibilizzazione dei circa 450 dipendenti e migliorare le verifiche di sicurezza sia nel reclutamento, sia dopo la cessazione del rapporto di lavoro.
Nessun caso di spionaggio tra il 2023 e il 2025
Il rapporto evidenzia anche un dato positivo: negli ultimi due anni non sono emersi casi di spionaggio. Il caso su cui sta indagando il ministero pubblico della Confederazione riguarda un periodo precedente ed è relativo a una presunta trasmissione di dati sensibili dal settore cyber alla Russia tra il 2015 e il 2020. Sul piano politico, il Consiglio federale, nella legge di revisione dei servizi di informazione, propone nuovi strumenti, tra cui controlli discreti su telefoni e computer di servizio e autorizzazioni obbligatorie per viaggi privati in Paesi a rischio.

Servizi segreti, il bilancio di Serge Bavaud
Telegiornale 26.02.2026, 20:00










