Svizzera

Agenti segreti, ma non sempre discreti

L’Autorità di vigilanza dei servizi d’informazione lancia l’allarme: i collaboratori sono un obiettivo attraente per le spie straniere - Tra i fattori di rischio, il malcontento degli agenti e le tensioni geopolitiche

  • Un'ora fa
La direttrice dell’Autorità di vigilanza indipendente sulle attività informative Prisca Fischer
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RG 12.30 del 13.03.2026, il servizio di Anna Valenti

RSI Info 13.03.2026, 12:46

Di: Radiogiornale-Anna Valenti/DC 

In un rapporto pubblicato venerdì, la vulnerabilità dei collaboratori dei servizi di informazione svizzeri è stata classificata come “rischio considerevole”. L’allerta la lancia l’Autorità di vigilanza dei servizi di informazione: la possibilità che gli agenti segreti vengano avvicinati o indotti a trasmettere informazioni sensibili è cresciuta. I fattori di rischio sono due: da un lato, a causa delle tensioni internazionali, la raccolta di informazioni da parte di potenze straniere si è intensificata e i collaboratori sono diventati bersagli ancora più appetibili. Dall’altro, più interno, c’è il malcontento che da tempo regna nei servizi elvetici, frutto di una riorganizzazione problematica e di un clima di lavoro difficile, con episodi di mobbing e sfiducia nella dirigenza.

Aumenta la frustrazione, cresce l’esposizione ai rischi

Il personale frustrato, sottolinea la Vigilanza, può essere più facilmente avvicinato, reclutato per rivelare informazioni classificate o influenzare i servizi segreti e le autorità. Negli ultimi anni il servizio ha introdotto alcune contromisure, giudicate però insufficienti dalla direttrice dell’Autorità di vigilanza Prisca Fischer: “Il Servizio delle attività informative può essere più vigile nel trattare i casi concreti”, ha dichiarato ai microfoni del Radiogiornale, e “fatica a mantenere una linea rigorosa anche quando emergono segnali di rischio riguardo a determinati collaboratori”.

L’Autorità di vigilanza chiede ora di colmare le lacune nella lotta allo spionaggio interno, rafforzare formazione e sensibilizzazione dei circa 450 dipendenti e migliorare le verifiche di sicurezza sia nel reclutamento, sia dopo la cessazione del rapporto di lavoro.

Nessun caso di spionaggio tra il 2023 e il 2025

Il rapporto evidenzia anche un dato positivo: negli ultimi due anni non sono emersi casi di spionaggio. Il caso su cui sta indagando il ministero pubblico della Confederazione riguarda un periodo precedente ed è relativo a una presunta trasmissione di dati sensibili dal settore cyber alla Russia tra il 2015 e il 2020. Sul piano politico, il Consiglio federale, nella legge di revisione dei servizi di informazione, propone nuovi strumenti, tra cui controlli discreti su telefoni e computer di servizio e autorizzazioni obbligatorie per viaggi privati in Paesi a rischio.

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Servizi segreti, il bilancio di Serge Bavaud

Telegiornale 26.02.2026, 20:00

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