Il CDS è particolarmente diffuso in America Latina (reuters)

Covid, viaggio nelle cure miracolose

Il diossido di cloro è impiegato anche contro il cancro o l’autismo. Per Swissmedic è pericoloso, in Ticino la procura indaga per un caso di somministrazione

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"Mi sono preparato da solo il CDS, l'ho preso per 21 giorni". Manuel Pereyra ha 56 anni, è originario del Perù e vive nel canton San Gallo. Il prodotto che racconta di aver bevuto è il biossido (o diossido) di cloro, commercializzato con l'acronimo CDS, una sostanza disinfettante simile alla candeggina. Alla RSI, spiega di averlo assunto come forma di prevenzione contro il coronavirus e per curare dei dolori di cui soffriva, seguendo l'esempio di alcuni suoi conoscenti che affermavano di aver avuto dei benefici.

Come Manuel Pereyra, diverse persone in Svizzera sono andate alla ricerca di questo tipo di cura alternativa potenzialmente pericolosa per la salute. È successo anche in Ticino, dove il ministero pubblico ha aperto un incarto proprio in relazione a un caso di "somministrazione di sostanze illegali (diossido di cloro)". Le autorità precisano che si tratta di caso singolo, e che "gli accertamenti sono nati a seguito di una segnalazione e si sono tradotti anche in un intervento della polizia cantonale nei mesi scorsi".

Il biossido di cloro è una sostanza classificata come tossica secondo la legge sui prodotti chimici, spiega Nicola Solcà, capo Ufficio della gestione dei rischi ambientali e del suolo del canton Ticino. "Queste molecole sono ossidanti e quindi agiscono in maniera indiscriminata anche sulle cellule e sulle molecole biochimiche che fanno parte dei meccanismi che ci fanno sopravvivere", afferma. A seconda della dose assunta, i sintomi possono andare dal vomito alla diarrea, fino a intossicazioni più gravi. La vendita del biossido di cloro come disinfettante non è illegale. A fare la differenza è la raccomandazione, e quindi l'uso. "Nessuno si sognerebbe di bere della candeggina immessa regolarmente sul mercato", osserva Solcà.

 

Dopo aver bevuto il CDS, Manuel Pereyra ha raccontato di aver avuto più problemi che benefici. Lui ha smesso, ma non tutti lo fanno, ritenendo le conseguenze negative la prova di un processo di purificazione in corso. Diversi, infatti, sono gli utenti che su alcuni gruppi Facebook raccontano di continuare ad assumere biossido di cloro, come segnala la giornalista irlandese Fiona O'Leary, molto attiva con il suo blog nel contrasto alla diffusione di queste presunte cure miracolose.

Swissmedic: rischio di gravi avvelenamenti

Per arginare l'uso improprio di queste sostanze, in piena pandemia, è intervenuta anche Swissmedic. A settembre, l'autorità svizzera di controllo sui farmaci ha diramato un avviso relativo al CDS e ad altri prodotti affini, quali la "Soluzione minerale miracolosa" (MMS) o il CDL (Chlordioxidlösung), ricordando che ci sono stati anche casi di gravi avvelenamenti. "Cambiano nome ogni volta", spiega Nicolas Fotinos di Swissmedic: "È qualcosa a cui assistiamo da oltre 20 anni, all'inizio era per ‘curare' la malaria, poi il cancro, poi l'autismo. Adesso è ricomparso con il Covid. Bisogna capire che è un sistema opportunistico che va a cercare cosa c'è di moda al momento per capire per cosa si può vendere questa sostanza". Ma gli effetti terapeutici "non sono plausibili né tantomeno esistono studi che ne abbiano seriamente verificato l'efficacia e sicurezza", ribadisce Swissmedic.

 

Eppure, i prodotti a base di biossido di cloro continuano a fare proseliti. Il loro successo è dovuto anche allo zelo dei promotori. Uno su tutti Andreas Kalcker, un cittadino tedesco che si presenta come biofisico e che svolge la sua attività da Sennwald, in Svizzera. Kalcker è molto attivo sul piano della comunicazione, tiene dei corsi online e svolge periodicamente dei seminari dedicati alle cure alternative in Austria e in territorio elvetico (l'ultimo si è tenuto a novembre nel canton Argovia, con un costo di partecipazione di 225 franchi).

Andreas Kalcker è attivo nella Svizzera interna
Andreas Kalcker è attivo nella Svizzera interna (RSI)

Kalcker, contattato dalla RSI, difende l'uso terapeutico del diossido di cloro, citando il caso della Bolivia (dove il ministro della salute ne ha autorizzato l'uso) e inoltrandoci una sua ricerca che abbiamo sottoposto al professor Alessandro Ceschi, direttore dell'Istituto di scienze farmacologiche della Svizzera italiana. Come spiega Ceschi, si tratta di uno studio che si basa su dati non clinici.

 

Una delle tesi di chi promuove questa sostanza è che la mancanza di studi ufficiali sia in qualche modo voluta dalle case farmaceutiche. "L'altro fenomeno è il cospirazionismo, cioè dire che le autorità sono pagate da ‘Big Pharma' per nascondere questa cosa. Ma bisogna veramente guardare i fatti: è un prodotto disinfettante, non si vanno a fare degli studi per vedere se la candeggina ha un qualche effetto terapeutico. Non ha nessun senso", osserva, Nicolas Fotinos. L'esperto di Swissmedic ricorda che la vendita di biossido di cloro con presunti scopi terapeutici è illegale e può avere anche conseguenze penali.

Nonostante ciò, la popolarità di questa sostanza non si ferma e corre soprattutto sui social network. Su Facebook, i gruppi dedicati alle presunte proprietà terapeutiche del biossido di cloro si sono moltiplicati in questi mesi. Su Telegram, i messaggi di Andreas Kalcker vengono diffusi nei gruppi vicini alla teoria del complotto QAnon. I siti che vendono diossido di cloro sono difficili da controllare. In una situazione come questa, tutto dipende dal buon senso del potenziale acquirente: "Se c'è un consumatore che va a bere questo prodotto, non possiamo impedirglielo – conclude Swissmedic –, tutto quello che possiamo fare è informarlo".

Alessandro Chiara, Elena Boromeo e Alberto Dagnino
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