L'entrata dell'ex Zieglerspital dove si è verificato il focolaio di difterite (Archivio Keystone)

Difterite al Centro federale di Berna

Sei richiedenti l'asilo affetti dalla grave malattia - In quarantena 175 persone - L'ultimo caso in Svizzera risaliva al 1983

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Una malattia debellata da decenni ha fatto ritorno in Svizzera: la difterite faringea. Sei casi sono emersi al Centro per richiedenti l'asilo nell'ex ospedale Ziegler di Berna. La Segreteria di Stato per la migrazione (SEM) ha confermato che la grave patologia provocata da un batterio (nel 10% dei casi provoca la morte nonostante le cure) è stata diagnostica in due persone e che per altre quattro si è in attesa della conferma da parte delle analisi. Tutti i contagiati sono in isolamento. Inoltre tutti i presenti in due piani della struttura sono stati posti in quarantena: si tratta di 92 minorenni non accompagnati e di 83 adulti. Le mascherine sono obbligatorie in tutto l'edificio.

"Testiamo tutti su larga scala e, naturalmente, offriamo anche vaccinazioni", ha spiegato a SRF il portavoce della SEM Samuel Wyss aggiungendo: “Non c'è scetticismo sulle vaccinazioni. Le persone sono consapevoli che la difterite può essere una malattia grave e mortale".

Ecco dove si trova lo Zieglerspital
Ecco dove si trova lo Zieglerspital (GoogleMaps)

Nei paesi occidentali la difterite è stata debellata grazie alle campagne di vaccinazione. In Svizzera, come si apprende dal sito dell'Ufficio federale della sanità pubblica, l'ultimo caso noto della sua variante faringea (l'altra è quella cutanea) risale al 1983 (nel 2017 ne era però emerso uno al del centro di registrazione di Chiasso). Nelle regioni e nei Paesi con una bassa copertura vaccinale, come l’Africa, l’Asia, l’America latina e l’Europa dell’Est, è invece ancora frequente.

 

Il batterio Corynebacterium diphtheriae, si apprende sempre sul sito dell'UFSP, attacca il tratto respiratorio superiore e rilascia una tossina (tossina difterica) che può provocare gravi complicazioni e danni. La trasmissione avviene attraverso goccioline di saliva infette (contatto fisico, tosse, starnuto) di persone che hanno contratto la malattia o che sono portatrici del batterio senza manifestare sintomi. Più di rado il contagio avviene attraverso oggetti contaminati o, nel caso della difterite cutanea, per contatto diretto. In alcuni casi la tossina rilasciata dal batterio provoca, anche a distanza di settimane, gravi complicazioni come miocarditi, compromissioni renali e del fegato o paralisi. La mortalità per difterite faringea è elevata (fino al 50% dei pazienti), ma somministrando tempestivamente un’antitossina si riduce al 5-10 per cento dei casi. In parallelo viene prescritta una terapia antibiotica per combattere il batterio. La malattia può avere conseguenze letali soprattutto nei bambini piccoli non vaccinati e nelle persone anziane.

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