Foto d'archivio (Ti press)

Droni, in Svizzera le regole dell'UE

Nuove norme al via dal primo gennaio 2023: per la categoria "aperta" occorrerà una formazione con esame

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La Svizzera adotterà la regolamentazione dell'EASA (l'agenzia dell'Unione europea) in materia di droni. Le nuove norme - che avrebbero dovuto entrare in vigore nel 2021 ma sono state ritardate da discussioni sull'aeromodellismo tradizionale - saranno valide dal primo gennaio 2023 e comprendono standard di sicurezza per la produzione, la certificazione e l'esercizio. Si applicheranno nuove altezze massime di volo, limiti di peso e restrizioni geografiche.

Lo rende noto venerdì l'Ufficio federale dell'aviazione civile, precisando che le operazioni con i droni saranno distinte in tre categorie in base al livello di rischio: "aperta", "specifica" o "certificata". La principale novità e che qualsiasi telepilota che desidera impiegare un mezzo della categoria "aperta" dovrà disporre di un certificato conseguito dopo una formazione (online) e un esame. Fanno eccezione solo i droni giocattolo, identificati da un'apposita etichetta. Come spiegato sul sito dell'UFAC, per questa categoria il volo sarà libero se c'è contatto visivo e non si superano i 120 metri di altezza. È prevista un'età minima del pilota, 12 anni. La soglia di peso dalla quale scatterà l'obbligo di immatricolazione è di 250 grammi, ma l'iscrizione sarà richiesta anche al di sotto se l'apparecchio è munito di telecamera o altri tipi di sensore.

In risposta alle preoccupazioni della popolazione, sono state introdotte prescrizioni in materia di protezione ambientale, di protezione della sfera privata e di sicurezza. Per permettere un adeguamento progressivo, sono previste norme transitorie.

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ATS/M. Ang.
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