Un rustico in Valle di Blenio (©Ti-Press)

Edifici fuori zona, sì al condono edilizio

Il Nazionale approva l’atto parlamentare, che concerne in modo particolare i rustici, depositato dopo una sentenza del Tribunale federale

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Gli edifici costruiti illecitamente fuori dalle zone edificabili devono beneficiare di un condono edilizio dopo 30 anni dalla loro edificazione. Lo chiede una mozione approvata oggi dal Consiglio nazionale. L'atto parlamentare, che dovrà essere discusso dal Consiglio degli Stati, concerne in modo particolare i rustici.

Adottata con 92 voti contro 84 e un’astensione (i voti contrari sono arrivati soprattutto dai banchi della sinistra), la mozione era stata depositata dopo una sentenza del Tribunale federale che fece giurisprudenza. Esprimendosi sul caso concreto di un deposito lucernese situato in zona agricola, l’Alta corte aveva deciso che queste costruzioni illegali devono essere demolite, anche se costruite prima del 1983.

La SRF ha valutato in circa 60'000 gli edifici situati fuori dalle zone edificabili in Svizzera. In Ticino, il direttore del Dipartimento del territorio Claudio Zali aveva evocato la cifra di 2'000 rustici presenti al di fuori di queste zone, ha ricordato in aula il relatore commissionale, il democentrista sangallese Mike Egger.

Rustici la storia infinita

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Puntata del 14 ottobre 2021

 

Oneri amministrativi sproporzionati

Secondo Egger, l’applicazione della decisione del Tribunale federale comporterebbe oneri amministrativi sproporzionati e ingestibili per le autorità cantonali. Non si tratta dunque di proteggere persone che agiscono illegalmente, ha dichiarato il deputato dell’UDC, ma “se un Comune in 30 anni non è stato in grado di contestare un edificio costruito fuori zona edificabile, allora si dovrebbe applicare la prescrizione. Questo periodo è infatti più che sufficiente per scoprire tali costruzioni e farle demolire”.

Prevedendo che l'obbligo di ripristinare la situazione conforme alla legge si estingua dopo 30 anni, come previsto per gli edifici costruiti all'interno delle zone edificabili, non si fa altro che garantire la parità di trattamento, ha precisato l'altra relatrice commissionale Christine Bulliard-Marbach (Centro/FR).

“Garantire uguaglianza del diritto”

È proprio per garantire l'uguaglianza del diritto che occorre respingere la mozione, ha replicato Ursula Schneider Schüttel (PS/FR). È una questione di rispetto per chi si adegua alla legge. I giudici di Mon Repos, ha ricordato la friburghese, non si sono espressi su piccole costruzioni agricole come si vuole far credere, ma su deposito costruito illegalmente su suolo agricolo.

Per Schneider Schüttel demolire le costruzioni illegali fuori zona edificabile è conforme agli obiettivi della pianificazione del territorio che prevedono un uso parsimonioso del suolo. La zona non edificabile dovrebbe essere libera da costruzioni. "È il principio stesso della separazione delle zone", ha aggiunto.

Da parte sua, la consigliera federale Simonetta Sommaruga ha sostenuto come la mozione ricompensa chi ha costruito in modo illecito. "Non capisco questo bisogno di proteggere un atto illegale", ha sostenuto.

 
ATS/ludoC
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