L'assenzio era chiamato anche fata verde, per il suo colore e per gli effetti allucinogeni che, in passato, poteva provocare
L'assenzio era chiamato anche fata verde, per il suo colore e per gli effetti allucinogeni che, in passato, poteva provocare (web/MAD)

"Fata verde" gran seduttrice

La Maison de l'absinthe a Môtiers, struttura sulla cultura dell'assenzio, segna un primato di visite, 36'000 dal 2014

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La Maison de l'absinthe di Môtiers, nel canton Neuchâtel, è una struttura dedicata alla "cultura dell'assenzio": qui hanno sede un museo con esposizioni permanenti e temporanee, oltre a bar e boutique a tema. Sono 36'000 le visite registrate dalla sua apertura, il 3 luglio 2014: un primato, ha sottolineato oggi, venerdì, il suo direttore, Yann Klauser, precisando come siano il "20% in più rispetto a quanto aspettavamo".

Una collezione di bottiglie nel museo della Maison de l'absinthe a Môtiers
Una collezione di bottiglie nel museo della Maison de l'absinthe a Môtiers (keystone)

La "fata verde" — com'era chiamata la bevanda alcolica, proprio di quel colore, che in passato poteva causare allucinazioni a causa di un tenore di tujone eccessivo (oggi il limite della sostanza, severamente controllato, è di 30-40 mg/kg) — si dimostra essere sempre una grande seduttrice: inizialmente il museo, infatti, attraeva pubblico della regione, ma oggi il 70% di chi lo visita è di nazionalità tedesca, ed è frequentato anche da francesi, olandesi, belgi e statunitensi.

 

Intanto l'Associazione interprofessionale dell’assenzio ha sottoposto alle autorità una nuova domanda affinché la denominazione "Assenzio della Val-de-Travers" sia protetta con il marchio "Indicazione geografica protetta" (vedi articoli correlati). La bevanda è stata legalizzata il 1° marzo 2005 dopo una proibizione pluridecennale e da allora trenta distillerie sono attive nella Val-de-Travers, per un totale di 160'000 litri prodotti all'anno.

ATS/px

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