Il contact tracing in difficoltà in molti cantoni, Zurigo lo ha rafforzato (keystone)

Giro di vite in Romandia

Giura, Neuchâtel, Vaud, Ginevra e Friburgo introducono nuove limitazioni per contrastare la diffusione del coronavirus – Zurigo aspetta

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Le misure per contenere il coronavirus si stanno facendo sempre più rigide in Svizzera e diversi cantoni stanno introducendo nuove limitazioni alle attività che si aggiungono alle disposizioni adottate dal Consiglio federale che si applicano a livello nazionale. Nei giorni scorsi a spingersi più in là era stato il Vallese che, tra le altre cose, ha chiuso le discoteche e vietato i raduni pubblici e privati con più di 10 persone. Venerdì mattina passi analoghi sono stati compiuti da buona parte della Romandia dove i governi di Giura, Neuchâtel e Friburgo hanno annunciato un’ulteriore stretta, seguiti a ruota da Vaud e Ginevra nel pomeriggio.

 

A Zurigo invece le autorità cantonali hanno reso noto che per il momento non introdurranno altre misure. Prima, hanno spiegato, vogliono verificare l’efficacia della stretta applicazione di quanto deciso dalla Confederazione, tanto più che si prevede per mercoledì una nuova stretta federale, che Zurigo sostiene. Sarà tuttavia rafforzato il contact tracing: le persone formate sono 350, si lavora a turni 70 alla volta e, ultimamente, anche di notte.

La stretta romanda

Nel Giura, dove si guarda con preoccupazione al numero dei ricoveri passati da 11 a 50 causando la quasi saturazione dell’ospedale cantonale, per tre settimane la mascherina sarà obbligatoria sul posto di lavoro per tutti e non potranno tenersi raduni pubblici e privati con più di 15 persone, così come le prove di canto e le attività sportive di squadra o in cui vi è un contatto ravvicinato. I centri fitness e le discoteche non potranno aprire, mentre bar e ristoranti dovranno chiudere alle 22.00. Pure vietate tutte le attività fuori sede delle scuole.

Neuchâtel e Friburgo hanno annunciato l’adozione di misure simili. La differenza principale è rappresentata dall’atteggiamento nei confronti delle attività sportive. A Friburgo le partite professionistiche (e qui si pensa soprattutto all’hockey) sono ancora permesse, ma con un numero massimo di 1'000 spettatori. Porte chiuse invece a Neuchâtel, nel Giura e in Vallese.

Manifestazioni con non più di 1'000 persone e incontri privati con 10 partecipanti al massimo anche nel canton Vaud, e questo a partire dalla mezzanotte di domenica. L'esecutivo cantonale - si legge in un comunicato odierno - ritiene che si debbano applicare al più presto misure forti, altrimenti, l'impatto sanitario ed economico sarà "maggiore e irrimediabile". Per bar, caffè e ristoranti, la mascherina resta obbligatoria. Lo stesso vale per teatri, sale da concerto, musei, biblioteche e cinema. Tutte queste strutture chiudono al più tardi a mezzanotte. La pratica degli sport di contatto (calcio, hockey, basket ma anche il ballo liscio...) è vietata a livello amatoriale. Per le alte scuole, dal 2 novembre, i corsi con un gran numero di studenti si svolgono interamente a distanza.

Anche a Ginevra varrà il limite dei 1'000 spettatori, ma le limitazioni sono più severe per gli eventi privati, dai pranzi in famiglia a matrimoni e funerali: da lunedì fino al 30 novembre almeno non potranno parteciparvi più di 5 persone, bambini sotto i 12 anni esclusi a meno che siano la maggioranza dei presenti. A 5 persone saranno limitati anche gli assembramenti negli spazi pubblici e le tavolate in bar e ristoranti (anche qui bambini esclusi se non maggioritari). I locali pubblici dovranno chiudere per le 23.00. Le infrastrutture sportive, come palestre e piscine, restano aperte con piani di protezione da rispettare scrupolosamente, ma le discipline di contatto sono sospese a livello amatoriale e chiuderanno sale da biliardo e bowling. La mascherina sarà necessaria negli spogliatoi e l'obbligo sarà esteso anche a fiere, mercati e spostamenti in macchina se i passeggeri non vivono sotto lo stesso tetto.

Crescono le ospedalizzazioni

In Romandia non solo i casi ma anche le ospedalizzazioni stanno crescendo rapidamente: a Friburgo i ricoverati giovedì erano 60 ma erano appena 43 solo due giorni prima. A Ginevra l'ospedale universitario ospita, dato aggiornato, 228 pazienti covid (erano "appena" 94 una settimana fa) e 28 sono in terapia intensiva. In Vallese, giovedì, erano 108 (+15 in 24 ore) di cui 6 in terapia intensiva, mentre nel Giura 46 (quadruplicati in una settimana) e 2. Nel più giovane cantone svizzero, che fu relativamente risparmiato dalla prima ondata, non si era mai andati oltre i 31 ricoverati in primavera. Vaud, infine, mercoledì contava 132 ospedalizzati, 48 dei quali meno che 65enni. Un mese fa erano meno di un terzo.

Covid, le misure dei Cantoni romandi

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TG 20 di venerdì 23.10.2020

 
ATS/Diem,pon
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