Il progetto deve comunque ancora ottenere il via libera del Parlamento (keystone)

Identità digitale, privati sciò

L'87% della popolazione la vuole ottenere dallo Stato, senza ingerenze esterne, a garanzia della protezione dei dati

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L'introduzione di un'identità elettronica dovrebbe essere presto realtà, ma l'87% della popolazione vuole che sia lo Stato, direttamente, ad attribuirla.

 

Dal relativo sondaggio, commissionato dalle associazioni per la tutela dei consumatori, è infatti emerso che le imprese private a cui potrebbe essere delegato il compito non godono della necessaria fiducia per quanto attiene la protezione dei dati. La più scettica in questo senso (90%) è la fascia compresa tra i 18 e i 34 anni, ovvero quella che meglio si destreggia con la telefonia di ultima generazione. Per quanto riguarda la tempistica, il 43% degli interpellati ritiene che il passo vada compiuto entro i prossimi tre anni, mentre il 39% non ne sente ancora la necessità.  

Il progetto del Consiglio federale, adottato in marzo dal Nazionale, prevede verifica e conferma da parte della Confederazione che però delegherebbe a terzi lo sviluppo e l'offerta degli opportuni supporti tecnici. Se il disegno di legge, ora nelle mani della Camera dei cantoni, dovesse essere accettato, aziende come UBS, Credit Suisse, Posta, Swisscom e FFS avranno grande libertà nella memorizzazione e nell'uso delle informazioni, con l'ente pubblico a svolgere unicamente la funzione del supervisore.

ATS/dg

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