Le Camere federali sono divise sul ruolo da attribuire allo Stato o ai privati nella futura gestione della nostra identità digitale (keystone)

Identità elettronica al bivio

Il Consiglio nazionale non ne vuole sapere di uno Stato che la gestisca a garanzia dei diritti individuali

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Il secondo passaggio al Consiglio nazionale della legge sul passaporto digitale non ha dunque portato a un avvicinamento tra le due Camere sul ruolo che lo stato dovrebbe o non dovrebbe assumere in un ambito nel quale la stessa amministrazione pubblica ammette di non disporre delle competenze e dei mezzi per poter svolgere un ruolo di protagonista.

I fronti di per sé sono già chiari da parecchio tempo, con un centrodestra contrario all'idea di affidare allo Stato la gestione dell'identità elettronica dei suoi cittadini e la sinistra schierata su posizioni diametralmente opposte, preoccupata dei rischi che una privatizzazione pressoché totale dei passaporti digitali comporta in un mondo dove la sicurezza in rete è sempre più una chimera.

Alla fine comunque e dato per scontato che solo i privati dispongono in Svizzera dei mezzi e del know how per creare e per gestire l'identità digitale dei cittadini, l'aspetto centrale della nuova legge all'esame del Parlamento rimane quello del controllo di chi si vedrà affidato l'incarico di fornire a tutti il nostro passaporto elettronico. Ossia lo strumento che ci serve per soddisfare via internet anche i nostri bisogni negli ambiti più delicati. Quelli, appunto, che richiedono un riconoscimento garantito dell'identità di chi richiede una prestazione sottoposta alla protezione dei dati.

Sì all'idendità digitale, ma...

Sì all'idendità digitale, ma...

TG 12:32 di martedì 10.09.2019

Il Consiglio federale mira a concludere già entro quest'ultima sessione della 50esima legislatura l'esame della nuova legge sull'identità digitale, ma il tema sembra destinato ad animare anche il dibattito politico della 51esima, visto che nei corridoi di Palazzo federale si sta già profilando la minaccia tutt'altro che improbabile di un referendum.

Nell'andirivieni dell'esame parlamentare intanto la palla è tornata al Consiglio degli stati.    

mpe/RG
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