L'ONU stima che nei prossimi mesi la vita di 11 milioni di afghani dipenderà dagli aiuti internazionali (Archivio Keystone)

L'ONU: gli afghani vanno aiutati

Si apre la conferenza di Ginevra convocata dalle Nazioni Unite per raccogliere più di 600 milioni di dollari - Filippo Grandi a Kabul

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La comunità internazionale lunedì è riunita in Svizzera per cercare di trovare un modo per evitare che la situazione afghana si trasformi in una catastrofe umanitaria. Convocata dall'Organizzazione delle nazioni unite (ONU), si tiene la Conferenza di Ginevra che, spera il segretario generale António Guterres, dovrà permettere di riunire 606 milioni di dollari. Una cifra che dovrebbe consentire di aiutare 11 milioni di persone fino alle fine dell'anno tramite le forniture di cibo del Programma alimentare e l'assistenza dell’Organizzazione della sanità che tenta di mantenere aperte centinaia di strutture sanitarie a rischio di chiusura dopo che i talebani hanno conquistato il controllo del paese.

Una conferenza sull'Afghanistan

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TG 12:30 di lunedì 13.09.2021

 

Alla Conferenza, tra gli altri, partecipano alti funzionari dell'ONU, decine di rappresentanti di governi, tra cui i ministri degli esteri svizzero Ignazio Cassis e tedesco Heiko Maas, nonché il presidente del Comitato internazionale della Croce Rossa, l'elvetico Peter Maurer che ha già fatto sapere che la somma non sarà sufficiente a garantire gli aiuti umanitari necessari (servirebbero almeno 150 milioni in più).

Come spiegato negli scorsi giorni al Consiglio di sicurezza dalla rappresentante speciale per l'Afghanistan Deborah Lyons: "lo scopo comprensibile è negare questi fondi all’amministrazione talebana". Molti paesi temono però che le proprie donazioni possano in qualche modo aiutare i talebani. I nuovi uomini forti afghani lunedì mattina, poco prima dell'inizio della Conferenza, sono stati al centro delle critiche di Michelle Bachelet che, parlando al Consiglio dei diritti umani, ha affermato che il suo ufficio ha ricevuto accuse credibili di rappresaglie, intimidazioni, incursioni e limitazioni delle libertà delle donne, criticando i talebani per la disconnessione tra le loro parole e azioni.

 

In coincidenza con la conferenza a Ginevra, lunedì il direttore dell'agenzia ONU per i rifugiati Filippo Grandi è arrivato a Kabul per una visita non annunciata che, ha reso noto via Twitter, dovrà permettere di valutare gli umanitari e la situazione di 3,5 milioni di afghani sfollati. Un numero che negli ultimi mesi si è ingrossato notevolmente a causa dell'avanzata talebana, ma già prima della presa di Kabul, il 15 agosto, milioni di persone fuggite all'estero o restate in patria dipendevano dal supporto umanitario. Gli ultimi sviluppi della situazione avrebbero solo aumentato la vulnerabilità della popolazione civile confrontata anche con una grave siccità che mette in pericolo il prossimo raccolto.

Il nuovo corso afghano

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TG 20 di lunedì 13.09.2021

 
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