L'arrivo a Bellinzona per l'inizio del processo
L'arrivo a Bellinzona per l'inizio del processo (keystone)

La difesa chiede l'assoluzione

Gli avvocati dei dirigenti del Consiglio centrale islamico alla sbarra Bellinzona si battono per il proscioglimento

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Le difese dei tre dirigenti del Consiglio centrale islamico della Svizzera (CCIS) sotto processo da mercoledì al Tribunale penale federale di Bellinzona per propaganda terroristica, chiedono l'assoluzione piena dei loro assistiti. Due arringhe sono state pronunciate giovedì mattina, la terza nel pomeriggio.

Mercoledì la procuratrice federale Juliette Noto aveva chiesto per tutti gli imputati due anni di carcere con la condizionale, con un periodo di prova di cinque anni.

Secondo i difensori di Nicolas Blancho e di Naim Cherni, il pubblico ministero non è riuscito a dimostrare che il saudita Abdallah al-Muhaysini - intervistato in Siria da uno degli imputati e mostrato in uno dei due video diffusi dal CCIS al centro di questo processo - fosse un membro di al-Qaida o di un gruppo associato. Non ci sarebbe perciò stata alcuna violazione della legge federale che vieta le organizzazioni terroristiche al-Qaida, Stato islamico (IS) e organizzazioni associate, come sostenuto dalla pubblica accusa.

La lettura della sentenza è prevista per il 15 giugno e non più per il 25 maggio, a causa del Ramadan.

ATS/CaL

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