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"La mafia ha scelto Credit Suisse"

Tribunale penale federale: iniziata la requisitoria nel processo per riciclaggio che vede coinvolte la banca e la criminalità organizzata bulgara

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Il Ministero pubblico della Confederazione ha iniziato oggi, mercoledì, la requisitoria nel processo per riciclaggio di denaro che vede coinvolti Credit Suisse e la criminalità organizzata bulgara.

Il procuratore federale Luc Leimgruber ha attaccato frontalmente la grande banca. A suo dire, i malviventi hanno "accuratamente selezionato" l’istituto. Nel 2004, quando i rapporti con la rete criminale sono cominciati, il leader Evelin Banev aveva già una cattiva reputazione. "Fra il 2005 e il 2006, 18,8 tonnellate di cocaina sono state sequestrate, per un valore di 30 milioni di dollari a tonnellata. In Svizzera si parla di caso grave sopra i 18 grammi".

Secondo inchieste degli inquirenti bulgari, la rete criminale ha "selezionato con cura" Credit Suisse e una banca austriaca, ha precisato il procuratore. Questi istituti contavano infatti dei bulgari fra i loro collaboratori e avevano la reputazione di non controllare l'origine dei fondi.

Nessun rimorso

"Credit Suisse sembra sentirsi al di sopra della legge del nostro Paese, come mostrano anche fatti recenti,", ha rincarato la dose Leimgruber, riferendosi probabilmente all’inchiesta giornalistica Suisse Secrets pubblicata in questi giorni.

Credit suisse

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TG 20 di domenica 20.02.2022

 

La facilità con la quale i conti sono stati aperti e una società creata per riciclare denaro è stata definita "sconcertante".

Secondo la procuratrice Alice de Chambrier, che ha proseguito il discorso dell'accusa, non solo Credit Suisse e la sua ex impiegata sotto accusa hanno riciclato del denaro, ma hanno anche ostacolato il corso della giustizia: "Oggi, negano l'evidenza e non mostrano alcun rimorso".

"Non siamo poliziotti e dobbiamo avere fiducia nei nostri clienti": la procuratrice ha ricordato questa dichiarazione dell'ex impiegata e l'ha presentata come rivelatrice dello spirito della sua attività in seno alla banca.

Il processo a Credit Suisse si è aperto due settimane fa e si svolge presso il Tribunale penale federale (TPF) di Bellinzona. Due bulgari e un banchiere compaiono accanto alla banca e all'ex collaboratrice. Il procedimento dovrebbe durare fino a fine febbraio. La grande banca nega con fermezza le accuse.

Banev non risponde

Chiamato a comparire nell’ambito del dibattimento, il criminale bulgaro Evelin Banev ieri non si è presentato. La Corte ha così deciso di rinunciare all’audizione e di proseguire con il processo. Banev, che è stato condannato in Italia, Romania e Bulgaria a una pena cumulata di 36 anni di detenzione era stato arrestato in Ucraina nel settembre del 2021 e poi rilasciato. Secondo fonti di stampa l’uomo non può venir estradato in virtù della sua nazionalità ucraina.

ATS/ludoC
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