Il picco è stato di 1,3 milioni di lavoratori coinvolti lo scorso aprile (TiPress)

Lavoro ridotto, è caccia agli abusi

Durante la pandemia 147'000 aziende ne hanno beneficiato. La Confederazione si affiderà a due società private per scovare eventuali illeciti

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La Confederazione mette sotto la lente i beneficiari del lavoro ridotto con lo scopo di scovare coloro che abusano di questa misura straordinaria.Infatti, grazie alla collaborazione con due società private, intende trovare quelle ditte che pur lavorando continuano a incassare le indennità, approfittando di una procedura che durante la crisi dovuta al Covid-19 è volutamente più sommaria.

In Svizzera, ben 147'000 aziende hanno beneficiato del lavoro ridotto durante la pandemia. Questo il picco toccato in aprile, con 1,3 milioni di persone coinvolte. La cifra è poi scesa a giugno a 52'000 ditte e mezzo milione di dipendenti. I numeri parlano di una massa enorme di società nella quale si possono nascondere anche dei malintenzionati.

La cifra investita dalla Confederazione potrà arrivare a 20 milioni di franchi per le verifiche necessarie che saranno rese possibili grazie a una sorta di delega dei poteri dello Stato.

Questo aspetto però non convince tutti secondo la Sonntaszeitung dato che è possibile che si verifichi anche qualche conflitto di interesse, nel caso venissero scoperti degli abusi in aziende dalle quali hanno ricevuto appalti e mandati. Questi conflitti rischierebbero pertanto di far perdere il filo dell'indagine. Inoltre, alcuni esperti e politici sono contrari a delegare al settore privato competenze che spettano in primo luogo allo Stato.

 
TG/AnP
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