Il documento approvato oggi passerà all'esame del congresso del partito in programma in ottobre (archivio keystone)

Lo slancio europeista del PS

Il Consiglio di partito, riunito oggi a Neuchâtel, sostiene una strategia finalizzata all'adesione della Svizzera all'UE

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Il Consiglio di partito del PS svizzero, riunito a Neuchâtel oggi, venerdì, ha approvato quasi all'unanimità un documento interno che sostiene una strategia volta all'adesione della Svizzera all'Unione Europea. L'ultima parola spetterà al congresso del partito che si riunirà in ottobre.

"Abbiamo trovato proprio una soluzione. È una strategia intelligente e fattibile, ma anche con un forte peso, una base valoriale per la politica europea del nostro partito" ha commentato Jon Pult, vicepresidente del PS e autore del documento, aggiungendo di ritenere che si tratti anche di una strada maestra da seguire anche per la Svizzera.

Il progetto in questione si articola in tre fasi: la prima prevede un accordo di stabilizzazione che disciplini la partecipazione a programmi come Erasmus e Horizon Europe; la seconda punta ad un'intesa economica e di cooperazione per affrontare le questioni istituzionali di accesso al mercato; infine, dal 2027, dovranno iniziare i negoziati per l'adesione della Svizzera all'UE.

Ma perché rilanciare ora un dibattito che permane ad alto potenziale esplosivo? Jon Pult chiama in questo senso in causa l'impatto determinato dell'invasione dell'Ucraina. "L'opinione svizzera sta cambiando", sostiene il politico grigionese "Questa guerra imperialista e quest'aggressione illegale di Putin contro un Paese europeo libero, democratico come l'Ucraina" fa riflettere anche in Svizzera le persone sul fatto che "far parte anche di questa istituzione sovranazionale che difende i valori della democrazia, dello stato di diritto, del vivere insieme pacificamente, è una prospettiva attrattiva per il futuro e una prospettiva necessaria".

 

Sul tema in casa socialista sono emerse tuttavia sensibilità differenti. Come nel caso del PS ticinese che, pur approvando il documento, ha chiesto di considerare la specifica situazione delle regioni di confine: con un'elevata presenza di frontalierato e confrontate al fenomeno del dumping salariale. Tale richiesta è stata accolta dal plenum. "Come Ticino", osserva in proposito la copresidente del PS Ticino Laura Riget, "abbiamo portato un sì critico a questo documento, perché pensiamo che sia importante fare nel partito e nell'opinione pubblica la nostra discussione sui nostri rapporti con l'UE. Pensiamo però che sia molto importante anche sottolineare l'importanza di rafforzare le misure d'accompagnamento e di garantire la protezione dei salari dei lavoratori e delle lavoratrici".

Unitamente alla presa di posizione sull'UE, il Consiglio di partito del PS ha anche adottato un paio di risoluzioni. La prima chiede una compensazione integrale dell'attuale rincaro nelle rendite AVS per il prossimo anno: senza contromisure al carovita, si sottolinea, i pensionati potrebbero subire una flessione del potere d'acquisto per oltre 1'000 franchi negli anni dal 2021 al 2023. La seconda risoluzione chiede che tutti i rifugiati in Svizzera siano trattati allo stesso modo, indipendentemente da origine o condizione sociale: mentre i profughi dall'Ucraina conseguono subito lo statuto di protezione S, la maggior parte di quelli in arrivo da realtà in guerra come Afghanistan o Siria vivono spesso per anni con uno statuto di ammissione provvisoria, deplora il Consiglio del PS, secondo cui questa situazione deve cambiare.

SEIDISERA/Anna Riva/ARi
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