Lavoro in nero e pressione sui salari sotto la lente della SECO (keystone)

Meno controlli antidumping

Sono comunque state passate in rassegna 44'143 ditte, Ticino in testa, nel 2018

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I controlli concernenti il rispetto delle condizioni salariali hanno interessato 44'143 aziende nel 2018, il 5% in meno facendo il paragone con l'anno precedente.

 

Stando a quanto indicato giovedì dalla Segreteria di Stato dell'economia, si tratta comunque di un dato elevato e largamente superiore all'obbiettivo minimo, fissato a 35'000. Il cantone dove sono state passate al setaccio più ditte è il Ticino (7'455), seguito da quelli di Zurigo e Ginevra. A livello nazionale è stato passato in rassegna il 7% delle ditte svizzere, il 35% dei lavoratori distaccati e il 31% dei prestatori di servizi indipendenti.

Le misure d'accompagnamento in vigore dal 2004 e la legge contro il lavoro in nero rappresentano un sistema che consente di contrastare in modo mirato la violazione delle norme, commentano i vertici dell'ente.

"Non abbassare la guardia"

L'Unia ha reagito al rapporto, insistendo sulla necessità di non ridurre i controlli né di ridimensionare le misure d'accompagnamento volte a proteggere i dipendenti dopo l'introduzione della libera circolazione. Il documento, secondo il sindacato, mostra che quando si verifica, spesso emergono violazioni delle regole.

Se, in seguito all'accordo quadro con Bruxelles, il numero degli accertamenti dovesse diminuire, le conseguenze sarebbero gravi, afferma l'organizzazione, puntando il dito anche contro la crescente diffusione del lavoro temporaneo, la forma più precaria d'impiego.

ATS/dg

SECO, diminuiti i controlli anti-dumping

SECO, diminuiti i controlli anti-dumping

TG 12:30 di giovedì 23.05.2019

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