Via i moretti dagli scaffali

TG 20 di giovedì 11.06.2020

Nome razzista? Al bando i "moretti"

Le polemiche sui dolci "teste di moro" o Morenköpfe, hanno spinto la Migros a ritirarli dall'assortimento. Le voci dei favorevoli e dei contrari

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I dolcetti teste di moro, o Morenköpfe, animano il dibattito sulla lotta al razzismo in Svizzera. Sull'onda delle proteste che hanno raggiunto il nostro Paese dopo la morte di George Floyd negli Stati Uniti, Migros ha deciso mercoledì di ritirare i famosi dolci dal proprio assortimento.

Da parte sua Robert Dubler - unico produttore che ha deciso di mantenere il nome originale del prodotto - non fa marcia indietro. L'azienda li produce nel canton Argovia dal 1946 e li ha sempre chiamati "Mohrenköpfe". Un nome che in passato era molto diffuso, ma che altri produttori hanno già cambiato negli ultimi anni, perché giudicato ormai inopportuno, offensivo. Altri li chiamano oggi semplicemente baci o teste di cioccolato. Non Robert Dubler. "Già mio padre li produceva e questo nome è sempre rimasto così - ha detto Dubler - non vedo perché ora io debba cambiarlo, questo dolce mica è qualcosa di negativo." "Non ha senso dire che è un nome razzista - aggiunge poi - sarei stupido a produrre qualcosa con un nome razzista."

Sulla scia delle proteste antirazzismo, però, alcuni consumatori che hanno trovato i dolci di Dubler in alcune filiali Migros si sono lamentati. "Ci sono molte persone che si sono sentite ferite da questo nome, lo rispettiamo -  Dopo anni di discussione e visti gli sviluppi attualli abbiamo deciso di togliere il prodotto."

Intanto il passo di Migros ha innescato una discussione accesa nei social media. C'è chi apprezza il gesto e c'è chi invece lo trova un'esagerazione. E poi c'è anche chi si chiede se a questo punto sia ancora leggittimo in italiano usare la parola "moretto". "In effetti, ci scrive Migros, moretto potrebbe essere inteso come diminutivo di moro, persona dalla pelle nera. Non è questa la nostra intenzione. Nelle prossime settimane adatteremo perciò la versione italiana."

"Una questione di sensibilità".

Una scelta, quella di Dubler, che lascia basita Martine Brunschwig Graf, presidentessa della Commissione federale contro il razzismo.

RG 18.30 dell'11.06.2020 - Il servizio di Patrick Colombo
RG 18.30 dell'11.06.2020 - Il servizio di Patrick Colombo
 

Per Brunschwig Graf erano date da tempo le premesse per far sparire da tutti gli scaffali di ogni negozio in Svizzera le confezioni col nome tanto discusso. "Mantenere quel nome non è illegale, si tratta però di sensibilità verso una parte della popolazione. Non capisco perché continuare a proporre un prodotto con un nome che sembra solo voler disturbare".

A Berna, nel 2014, polemiche per un "moro"

Nel 2014, lo ricordiamo, a Berna una delle 13 storiche corporazioni di Berna venne messa al centro di polemiche poiché sul suo stemma figura una testa di moro: il volto di un africano con grandi labbra, capelli crespi e anelli alle orecchie. Per secoli nessuno ha avuto niente da ridire, ma 6 anni fa due consiglieri comunali socialisti della capitale si scagliarono contro quello che considerano un inaccettabile simbolo razzista.

 

I due membri del Legislativo chiesero che la rappresentazione venisse eliminata dalla corporazione: la Zunft zum Mohren, la Corporazione dei Mori, attiva almeno dal 1383 quale società dei sarti e dei tessitori. Lo stemma è presente anche sulla facciata esterna dello stabile tra la Kramgasse e la Rathausgasse in cui la corporazione ha sede almeno dal 1474.

TG/RG
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