La manioca non modificata geneticamente, dopo il raccolto, deperisce in breve tempo (keystone)

OGM, bufera sul poli di Zurigo

Ottantasette organizzazioni criticano l'esperimento condotto in Nigeria per modificare geneticamente la manioca e renderla più resistente

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Il politecnico di Zurigo (ETH) è al centro di una bufera per le scarse informazioni su un suo progetto di tecnologia genetica che sta conducendo sulla manioca in Nigeria. Per l'ETH si tratta di un'importante ricerca di base che potrebbe salvare molte vite, per i critici solo di un pericoloso esperimento all'insaputa della popolazione locale.

Scopo dichiarato del progetto dell'ETH è quello di aumentare la durata di conservazione della radice della pianta, uno degli alimenti base per milioni di africani. Il tubero - originario del sud america - è molto ricco di amidi, dopo il raccolto deperisce però in breve tempo. Con una radice modificata affinché si conservi più a lungo si potrebbero nutrire molte più persone, osservano a Zurigo. In Svizzera questa pianta tropicale però non cresce bene, motivo questo per cui una fase del progetto si svolge in Nigeria, in un'area discosta e blindata, sorvegliata 24 ore su 24.

"Dal politecnico ci attendiamo delle informazioni sui rischi di questo esperimento e sulle misure che l'ETH intende adottare per proteggere la popolazione da eventuali pericoli", osserva il direttore di Swissaid, Markus Allemann.

Alla sua, come ad altre 86 organizzazioni non governative, le assicurazioni dei tecnici non sono bastate: in una lettera aperta le ONG denunciano la collaborazione con il laboratorio elvetico per introdurre manioca geneticamente modificata in Nigeria. "Così facendo si gioca con la vita degli africani, mettendo a rischio anche l'intero settore agricolo".

Il politecnico però non ci stà e replica: "Sul campo - come in ogni fase del progetto - ogni normativa internazionale viene scrupolosamente rispettata". L'esperimento durerà fino alla fine dell'anno, le critiche con ogni probabilità anche.

RG/M. Priuli/M. Ang.

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