Alcuni cantoni potrebbero non avere dosi a sufficienza per il richiamo (keystone)

"Ogni ritardo avvantaggia il virus"

I problemi di fornitura del vaccino Pfizer/BioNTech stanno creando diversi problemi ai cantoni. Il virologo Didier Trono: “Serve gestione più centralizzata degli stock”

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I ritardi nelle forniture del vaccino Pfizer/BioNTech stanno rallentando la campagna di immunizzazione in Svizzera. Tanti Cantoni si vedono costretti a rivedere i loro piani, ma se alcuni avevano già messo in conto possibili contrattempi di questo tipo, altri si sono fatti un po' sorprendere.

Il Ticino ha deciso di conservare le dosi al momento ancora disponibili del vaccino Pfizer per chi deve fare il richiamo. Queste dosi basteranno per chi si è fatto vaccinare nelle prime settimane di gennaio. Resta un punto di domanda per chi il vaccino l'ha invece ricevuto i giorni scorsi, anche se le autorità federali e cantonali sono fiduciose. Inoltre, proprio per questo motivo, da lunedì nei tre centri di Rivera, Ascona e Tesserete verrà somministrato il preparato di Moderna e non quello di Pfizer. Da subito, non saranno inoltre più fissati appuntamenti per chi si è annunciato per la somministrazione.

Ritardi nei vaccini

Ritardi nei vaccini

TG di sabato 23.01.2021

 

Ginevra e Zurigo a corto di dosi

Anche gli altri cantoni stanno rivedendo i loro piani. Berna e Vaud, per esempio, sin dall'inizio della campagna vaccinale hanno pianificato l'utilizzo delle dosi in modo da poter garantire in ogni caso la seconda dose a chi ha già ricevuto la prima. Proprio spiegando come si sta affrontando questo problema di fornitura, Oliver Peters, che è direttore generale aggiunto al CHUV e responsabile del piano vodese di vaccinazione, ha precisato che non tutti i Cantoni hanno però optato per la stessa strategia.  Alcuni hanno messo subito tutto sul mercato, ci spiega; per esempio Ginevra, Zurigo (come il Ticino), hanno già iniettato in proporzione molte più dosi (rispetto a Berna e Vaud), e oggi non sarebbero in grado di garantire a tutti il richiamo.

I più prudenti avevano ragione

Un po' tutti i Cantoni sono stati presi in contropiede pochi giorni fa, e ricordiamo che il ministro della sanità Alain Berset ha più volte esortato le autorità sanitarie cantonali a procedere con le vaccinazioni senza perdere tempo, rimproverando quasi i ritardatari. Il problema di fornitura - che tocca la Svizzera come tanti altri Paesi - non sembrava così grave, oggi la situazione sta invece dando ragione a chi è stato sin dall'inizio un po' più prudente.

“Ogni ritardo avvantaggia il virus”

Questi ritardi avranno un impatto sull’epidemia, ci spiega il virologo e membro della task force scientifica Didier Trono: “Ora che ci sono delle varianti più contagiose sul territorio svizzero, come quella britannica, ogni ritardo dà un vantaggio al virus”.

“Se è concepibile che l'ultimo passo in materia di vaccinazione sia di competenza dei cantoni, ritengo che ci vorrebbe una gestione più centralizzata degli stock, della logistica, delle ordinazioni, della distribuzione rapida nei luoghi dove si può vaccinare velocemente, in modo da usare al meglio quanto abbiamo a disposizione tenendo conto di quanto riceveremo prossimamente. Occorre una visione globale. Penso che migliorerebbe la campagna di vaccinazione”, continua l’esperto.

Didier Trono
Didier Trono (keystone)

Le ordinazioni saranno sufficienti? “Sì, ma non so se le 17 milioni di dosi necessarie a vaccinare 8 milioni e mezzo di abitanti saranno coperte essenzialmente dai due vaccini di Moderna e Pfizer – ci risponde Didier Trono –. E se occorrerà far capo anche a un terzo vaccino, con caratteristiche diverse, l'organizzazione sarà ancora più complicata”.

È di oggi la raccomandazione dell'alta autorità francese della sanità di spaziare le due dosi di vaccino fino a sei settimane, in modo da poter vaccinare rapidamente un maggior numero di persone. Una pista che lo stesso Trono ritiene interessante, ma avverte: “Bisogna fare molta attenzione: creare un'immunità a metà può favorire l'emergere di nuovi ceppi resistenti all'immunità prodotta dal vaccino. Occorre avere un piano ben organizzato con la prospettiva di una seconda dose che non tardi troppo”.

RG-Monica Fornasier-Lucia Mottini/ludoC
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