Il preparato di AstraZeneca è già in uso in diversi paesi (keystone)

Per altri vaccini ci vuole tempo

In Europa si attende il via libera al preparato di AstraZeneca ma in Svizzera, spiega Swissmedic alla RSI, l'omologazione non sembra così imminente

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I ritardi nelle forniture di Pfizer/BioNTec e di Moderna stanno costringendo i cantoni a rivedere i propri piani di vaccinazione. Alcuni centri sono stati provvisoriamente chiusi per mancanza di dosi, ad esempio a Ginevra. La pressione per il via libera ad altri prodotti è quindi alta su Swissmedic, l'istituto che in Svizzera omologa i medicinali.

“Al momento ancora mancano gli ultimi, decisivi dati per l'autorizzazione del vaccino di AstraZeneca” spiega alla RSI il portavoce Lukas Jaggi. In teoria, appena arriva, ci vuole poco per dare il permesso all'utilizzo anche di questo prodotto, del quale la Confederazione ha ordinato 5,3 milioni di dosi: il secondo quantitativo in ordine di grandezza dopo le 7,5 milioni di dosi da Moderna.

Al contrario dell'omologo istituto europeo, per Swissmedic non sembra essere una questione di ore. “Mancano dati importati su sicurezza e qualità”, dice Jaggi, cioè, due dei tre criteri da adempiere per ottenere l'autorizzazione. Il portavoce conferma poi che vengono analizzati prioritariamente e in procedura accelerata anche i dati dei test su un quarto vaccino, quello dell'americana Johnson&Johnson, che avrebbe due vantaggi: è più facile da conservare, e non è necessario una seconda iniezione a distanza di qualche settimana.

 

“Ma gli studi qui non sembrano essere in fase conclusiva, quindi ci vorrà ancora del tempo”. Su questo quarto prodotto un via libera d'altronde non si tradurrebbe ancora in somministrazioni, visto che la Confederazione non ha ancora stipulato alcun contratto col produttore, ma trattative sono in corso.

AstraZeneca nel mirino

AstraZeneca nel mirino

TG 12:30 di venerdì 29.01.2021

 
RG/Alan Crameri
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