L’iniziativa popolare “200 franchi bastano! (iniziativa SSR)“, sulla quale si voterà l’8 marzo, comporterebbe un taglio di circa 3’000 posti di lavoro, la chiusura di varie sedi produttive e una riduzione dell’offerta.
È quanto evidenziato mercoledì dal Consiglio federale che raccomanda la bocciatura del testo a favore del controprogetto indiretto - non sottoposto a votazione - che riprende alcuni aspetti dell’iniziativa: la riduzione progressiva del canone radio-tivù dagli attuali 335 franchi a 300 dal 2029, e l’esenzione per un maggior numero di imprese.
Per quanto attiene le società soggette all’IVA, nel 2027 il governo porterà la soglia per l’obbligo di pagare il canone dagli attuali 500 ‘000 franchi a 1,2 milioni. Altre 65’000 aziende circa non dovranno quindi più pagare il canone, indica l’Esecutivo nella documentazione distribuita ai media.
La SSR dovrà quindi risparmiare (entro il 2029 verranno tagliati un totale di 900 posti a tempo pieno), pur proponendo ancora un’offerta di qualità in tutte le regioni linguistiche. Inoltre, il Governo ha già definito i parametri chiave per la nuova concessione: in questo modo i media privati avranno più margine d’azione, mentre l’azienda, in futuro, dovrà occuparsi in primo luogo di informazione, cultura e formazione.
A livello di intrattenimento e di sport, dovrà proporre principalmente ciò che i media privati svizzeri non coprono. La SSR dovrà orientare maggiormente la sua presenza online verso contenuti audio e audiovisivi.

Iniziativa SSR: i pro e i contro
Telegiornale 14.01.2026, 20:00








