Le forze sono ora tutte in campo (Keystone)

Più verde, più rosa e più giovane

Sono questi gli aggettivi che segnano la svolta delle elezioni federali per il rinnovo del Parlamento

  • Stampa
  • Condividi
  • a A

Con gli ultimi ballottaggi al Consiglio degli Stati di domenica, si è chiusa la tornata per il rinnovo del Parlamento svizzero. Gli schieramenti sono definiti, e tutti i 246 seggi sono stati assegnati.

 

I cittadini svizzeri hanno votato un'Assemblea federale più giovane, più femminile e leggermente più a sinistra. La percentuale di donne si avvicina al 40%, sono ora 95 contro le 71 dell'ultima legislatura. Un risultato eccezionale in particolare per il numero di nuove elette al Consiglio degli Stati, ben 11 su 12, dove tradizionalmente è difficile scalzare un uscente.

 

Il Parlamento è anche leggermente ringiovanito, la media è ora di 49 anni e 8 mesi e a spiccare in questa particolare classifica il drappello di quarantenni di Appenzello esterno rispetto ai sessantenni di Sciaffusa.

 

Per quanto riguarda le redistribuzioni partitiche: il gruppo più numeroso resta quello dell'UDC, nonostante il partito in totale abbia perso 11 parlamentari. Ma tutto il fronte borghese (compresi anche i liberali, la Lega e l'UDF) è indietreggiato passando da 119 a 103 seggi.

Il centro, con PPD, PBD, Evangelici e Verdi liberali, si conferma stabile attorno alla sessantina di parlamentari, mentre l'area progressista sale a 83 mandati con un aumento di 15, grazie ai Verdi che hanno conquistato anche molti seggi che erano socialisti. Non è comunque ancora abbastanza per parlare di svolta decisa negli equilibri, anche perché gli svizzeri nei ballottaggi per gli Stati hanno smorzato la crescita dei Verdi, optando per un po' più di continuità rispetto al passato.

Ora, il nuovo Parlamento, il prossimo 11 dicembre sarà chiamato a eleggere il Consiglio federale, al quale ambiscono i Verdi per i quali si presenterà l'ecologista Regula Rytz. Le sue chance di conquista di un seggio, sono però state ridimensionate negli ultimi giorni, anche se diversi partiti segnalano la disponibilità o la necessità di ridiscutere la composizione del Governo.

 

RG/Veronica Alippi/Nad
Condividi