Reparti di terapia intensiva sempre più sotto pressione (Keystone)

Primo caso di triage in Svizzera

L'acuirsi della scarsità di posti letto, soprattutto in cure intense, ha obbligato un nosocomio nel canton Argovia alla procedura speciale

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La diffusione della quinta ondata di coronavirus è sempre più massiccia e un ospedale argoviese ha dovuto procedere a un "triage" fra pazienti; lo riporta il SonntagsBlick.

Un malato di cancro non è stato ricoverato in terapia intensiva alla clinica Hirslanden di Aarau, ma è stato posto, con il suo consenso, in un reparto normale, afferma il vicedirettore dell'unità di cure intense Christian Frey. Se il numero di nuove infezioni da SARS-CoV-2 continuerà ad aumentare, salirà anche il triage, precisa Frey.

Per l'epidemiologa ginevrina Olivia Keiser è chiaro che le misure attuali non bastano: "Gli ospedali sono sovraffollati, eppure non sta succedendo quasi nulla". Contro il rischio di razionamento delle cure nosocomiali aveva già messo in guardia in novembre anche la presidente della Task Force scientifica della Confederazione Tanja Stadler.

L'occupazione dei letti in cure intense è di assoluta attualità. In tutto il canton Zurigo ad esempio non vi è più un solo posto libero nelle terapie intensive e ieri, sabato, il Centro ospedaliero universitario vodese (CHUV) a Losanna ha qualificato la situazione come "preoccupante".

ATS/EnCa
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