Il tema ha monopolizzato le discussioni alla Camera bassa (Keystone)

Rapporti con l’UE, Nazionale diviso

Non c'è consenso tra i partiti sul futuro delle relazioni con Bruxelles - Critiche al Consiglio federale per l'abbandono dell'accordo quadro

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Le relazioni tra Svizzera e Unione Europea hanno praticamente monopolizzato le discussioni martedì al Consiglio nazionale, dove sono emersi diversi fronti sulla decisione di abbandonare l’accordo quadro e su come procedere in futuro.

I deputati UDC hanno elogiato la decisione del Consiglio federale di interrompere le trattative con l’UE come un grande giorno per il Paese. Un punto di vista che il resto della Camera non condivide, con il PS deluso, i Verdi che parlano di un passo indietro e i Verdi liberali di un fallimento della politica estera. Anche PLR e Centro hanno sollevato preoccupazioni per il futuro.

 

I rapporti futuri con l’UE

I socialisti hanno proposto diverse tappe: il versamento del miliardo di coesione, lo sviluppo della libera circolazione in particolare nei campi della ricerca e sviluppo, e la rottura del tabù sull’adesione della Svizzera all’UE. Delle proposte che non hanno convinto gli altri partiti. I Verdi liberali hanno invece proposto di riprendere i negoziati sull’accordo quadro o studiare un’adesione allo Spazio economico europeo. Per il PLR bisogna proseguire sulla via bilaterale, mantenendo gli accordi attuali e negoziandone di nuovi per creare un nuovo pacchetto di Bilaterali III. Inoltre, i liberali ritengono necessarie misure per rendere più favorevoli le condizioni di lavoro e delle assicurazioni sociali in Svizzera. Anche il Centro ha chiesto di proseguire sulla via bilaterale e rafforzare le relazioni con i Paesi confinanti.

 

Stabilizzare le relazioni

Ignazio Cassis, di fronte alle critiche, ha sottolineato che l’obbiettivo è ora di stabilizzare le relazioni con l’UE, partendo dallo sblocco del miliardo di coesione che il Parlamento discuterà in autunno. Un dialogo sarà aperto a livello ministeriale, ha proseguito il consigliere federale, per discutere dei problemi di attuazione degli accordi, mentre Berna continuerà a riprendere il diritto europeo quando è negli interessi del Paese.

ATS/sf
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