Il denaro resta la principale fonte di preoccupazione per le famiglie svizzere. È quanto emerge dal Barometro delle famiglie 2026 di Pax e Pro Familia Svizzera. In testa ai timori figurano i premi delle casse malati, citati dal 49% degli intervistati, seguiti dal rincaro dei prezzi (37%). Un tema particolarmente sentito in Ticino, dove da anni gli aumenti dei premi sono tra i più marcati del Paese.

Dall’indagine emergono anche alcune differenze regionali: in Ticino si avverte maggiormente la preoccupazione per la violenza giovanile, mentre nella Svizzera tedesca sono più sentiti i temi legati alla scuola e al rapporto dei giovani con media e social.
Nel complesso, tra le 2036 famiglie intervistate il livello di soddisfazione per la propria vita familiare rimane alto, ma lo sguardo al futuro è piuttosto pessimista: circa tre famiglie su quattro temono un peggioramento della propria situazione nei prossimi tre anni. Il barometro si è inoltre concentrato su educazione finanziaria e uso dei media digitali: molti genitori si sentono in grado di accompagnare i figli, ma chiedono più offerte formative e maggiori misure di protezione, anche a livello scolastico e legale.
Il Quotidiano ha commentato i risultati con Sandra Killer, coordinatrice progetti di Pro Familia Svizzera Italiana. “Le preoccupazioni finanziarie sono in testa da quattro anni, da quando svolgiamo il barometro e al momento non accennano a diminuire. Quindi, i premi della cassa malati e il carovita sono i due punti più dolenti. In Ticino in maniera ancora più forte perché abbiamo i premi più alti e, allo stesso tempo, i salari più bassi.”
Violenza giovanile, il Ticino si preoccupa

Quanto alla maggiore preoccupazione per la violenza giovanile, Killer ipotizza soprattutto una questione di percezione: “L’ipotesi è che ci sia una maggiore percezione, che i singoli casi vengano presi con particolare enfasi e che quindi si crei questa sensazione di fondo. Ma di per sé non sembra che la realtà risponda a questa maggiore preoccupazione.”
Lavoro e famiglia, un equilibrio difficile
Un’altra difficoltà riguarda la conciliabilità tra lavoro e famiglia. Secondo Killer pesa ancora un modello tradizionale: “Ci sono due temi principali: da un lato un tema culturale, sia a casa che al lavoro, dove l’uomo lavora al 100% e la donna ritira la sua percentuale di lavoro.” A ciò si aggiungono salari relativamente bassi, che spesso spingono le famiglie verso scelte non del tutto libere.
Media digitali ed educazione finanziaria

L’edizione 2026 del barometro ha inoltre approfondito il tema dei media digitali e dell’educazione finanziaria. “I social media sono sicuramente un tema che preoccupa le famiglie e che è in particolare in discussione un poco in vari aspetti”, spiega Killer, sottolineando come lo studio abbia voluto capire quanto questa preoccupazione sia effettivamente percepita nella vita quotidiana delle famiglie.

Sul fronte dell’educazione finanziaria, invece, l’obiettivo era capire se i genitori si sentissero adeguati ad affrontare un tema sempre più complesso. Nella maggior parte dei casi sono le madri a occuparsene, anche se il ruolo dei padri tende a crescere nelle famiglie con redditi più elevati, dove è più facile suddividere i compiti educativi.








