Per le nuove costruzioni il riscaldamento a nafta avrebbe dovuto essere l’eccezione (Keystone)

Rilanciata la svolta energetica

Berna adotta misure mirate per ridurre le emissioni di CO2. La principale riguarda i riscaldamenti a olio combustibile

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Il Consiglio di Stato bernese, a cinque mesi di distanza dalla bocciatura della revisione della legge sull’energia (respinta con il 50,6% di “no”) volta a limitare drasticamente il ricorso al riscaldamento a nafta o a gas negli edifici, ha presentato nuove misure mirate per ridurre le emissioni di C02. Applicabili senza modifiche di legge, con l’attuale preventivo, sono entrate da subito in vigore.

La principale riguarda i riscaldamenti a olio combustibile: chi deciderà di sostituirli a favore di sistemi più ecologici riceverà 10'000 franchi (contro i 5'000 attuali). Questi soldi verranno raccolti riducendo gli aiuti di coloro che invece ristrutturano casa mantenendo i vecchi impianti di riscaldamento. Il Cantone finanzierà inoltre una parte dei costi per le stazioni di ricarica per le automobili elettriche di aziende private.

A lanciare con successo in febbraio il referendum contro la modifica di legge sull’energia erano stati gli ambienti economici e i proprietari di immobili. Secondo un’analisi dell’Istituto di ricerca GFS, la popolazione non sarebbe contraria alla strategia in quanto tale, ma la legge posta in votazione è risultata troppo complessa. Per il Governo, quindi, la lotta contro il surriscaldamento del clima rimane un obiettivo condiviso dai cittadini.

RG/MarGù
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