L’obbligo vaccinale che si vorrebbe introdurre nel canton San Gallo si basa sulla legge federale sulle epidemie approvata nel 2013 in votazione popolare e che permette ai cantoni di compiere questo passo. In caso di elevato pericolo, le autorità avrebbero così uno strumento per imporre a determinate categorie di persone l’inoculazione di un vaccino.
Ma soprattutto avrebbero anche la possibilità di multare chi dovesse decidere di sgarrare. Si parla di importi fino a 20’000 franchi. “È una multa sproporzionata”, ha affermato il presidente dei verdi e granconsigliere sangallese Daniel Bosshard ai microfoni di SRF.
Persone non disposte a farsi vaccinare, ce ne saranno sempre. Per Liberali e UDC, inoltre, non può essere il governo cantonale da solo a stabilire un obbligo simile. È un chiaro intervento nella libertà personale e quindi necessita una legittimazione superiore, ha sottolineato il capogruppo UDC Sascha Schmid. È fondamentale che anche il Parlamento sia coinvolto nella discussione.
Per il granconsigliere liberale Jigme Schitsetsang il governo avrebbe dovuto comunicare più chiaramente quali fossero le sue reali intenzioni quando ha presentato la nuova legge - soprattutto ripensando a quanto accaduto durante la pandemia di coronavirus. Per il governo sangallese, dunque, punti sui quali riflettere e lavorare a termine della consultazione, non mancheranno.



