Tutto chiuso per lockdown (archivio keystone)

Ristoratori in rivolta a Ginevra

Esasperati per le chiusure imposte dalla pandemia, si dicono disposti a disobbedire ai divieti introdotti dal Governo cantonale

  • Stampa
  • Condividi
  • a A

È un confronto sempre più diretto quello che a Ginevra, sull'onda della grave ripresa della pandemia, sta opponendo il settore della ristorazione al Governo cantonale. I gerenti di bar e ristoranti lanciano un nuovo grido d'allarme per la loro sopravvivenza e, se non potessero riaprire al più presto, potrebbero anche non rispettare le chiusure disposte dal cantone. È quanto la stessa associazione di categoria ha preannunciato in una nota inviata al Consiglio di Stato.

Una sorta di ultimatum? A detta di Laurent Terlinchamp, presidente dell'organizzazione, non si tratta di minacciare l'Esecutivo ma di fare "un ultimo tentativo non aggressivo, di fronte ad una situazione che non è più sostenibile".

"Oggi la legge autorizza la Confederazione e i cantoni a chiudere le attività, ma non li obbliga a proporre dei piani d'accompagnamento. Con cosa allora posso pagare le spese, l'affitto, il cibo?", contesta Terlinchamp. "Visto che gli aiuti sono insufficienti o non esistono, tutti possono capire che non si può vivere senza soldi", sottolinea.

E in attesa di una presa di posizione da parte del Governo cantonale, è già stata indetta per domani, giovedì, una manifestazione per reclamare la riapertura immediata a Ginevra di tutti gli esercizi commerciali.

Red.MM/ARi

Condividi