Nel 2020 si era sciato con mascherine e piani di protezione (keystone)

Sci, i gestori contro il certificato

L'associazione Funivie Svizzere vuole che sugli impianti invernali si possa salire come sugli altri mezzi di trasporto: senza pass

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I gestori degli impianti invernali svizzeri non vogliono che la prossima stagione i propri clienti siano costretti a presentare un certificato Covid valido per poter salire su cabinovie, seggiovie e scilift. Lo ha confermato alla RSI l'associazione di categoria Funivie Svizzere che raggruppa i titolari di circa 500 impianti di risalita. Per il settore, spiega, devono valere le stesse regole applicate a tutte le imprese di trasporto pubblico. Quindi (al contrario di quanto hanno già deciso, per esempio, Italia e Austria) nessun obbligo per gli utenti di presentare la prova di essere o vaccinati, o guariti o negativi.

Funivie Svizzere, assieme all'Ufficio federale della sanità pubblica, sta al momento esaminando diversi possibili scenari e misure. La decisione spetterà poi al Consiglio federale. Il tentativo è di trovare una soluzione che possa accontentare un po' tutti, ma la ricerca del compromesso non è facile anche perché quadro operativo e aspettative cambiano da regione a regione.

Tra i cantoni che attendono con trepidazione novità da Berna vi sono i Grigioni, dove alcuni giorni fa operatori turistici e autorità sanitarie si sono incontrati per discutere come affrontare l'imminente stagione invernale. Non sono state prese decisioni, in attesa dei chiarimenti da Berna. L'auspicio, ha spiegato la medico cantonale Marina Jamnicki, è che la stagione possa svolgersi con regole uguali in tutti i comprensori. Il rischio di una situazione a macchia di leopardo è però concreto dopo che il comprensorio sciistico delle Fideriser Heuberge, in Prettigovia , è stato il primo nei Grigioni e in Svizzera ad aver deciso di imporre l'obbligo del certificato Covid per la prossima stagione invernale.

Diem/RG
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